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Pubblicato il 12 ottobre 2017, alle 15:29

Si diffonde anche nell’area lariana la cimice asiatica. Coldiretti: ‘Incentivare lotta biologica’

Dati sempre più preoccupanti.


COMO-LECCO – Frutta e ortaggi minacciati dalla cimice asiatica anche nel Comasco e nel Lecchese. In occasione del monitoraggio regionale sui danni causati ai raccolti da questo insetto alieno, il presidente della Coldiretti Como-Lecco, Fortunato Trezzi, commenta: «L’insaziabile voracità e l’elevata riproduttività fanno della cimice asiatica una piaga paragonabile alle cavallette dei racconti biblici». Secondo le stime di Coldiretti, in Lombardia i danni medi provocati dall’aggressivo insetto orientale hanno raggiunto la quota del 40% dei raccolti su soia e frutteti.

La cimice asiatica. La cimice asiatica, nome scientifico Halyomorpha halys, è un insetto originario di Cina, Giappone e Taiwan. È stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti nel 1998 e dal 2010 è una presenza stabile dei frutteti americani. In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012 e da allora si è rapidamente diffuso nelle altre regioni del Nord. In Lombardia è stato segnalato già dal 2015. La cimice asiatica è un insetto che ha una mascella modificata in grado di perforare meglio piante e frutti, rovinando i raccolti e favorendo anche l’insorgere di patologie della frutta.
«Da noi è sbarcata due anni fa — conferma Mariangela Ciampitti del Servizio Fitosanitario Ersaf —. I primi ad essere attaccati sono stati i frutteti dell’Emilia Romagna, poi è arrivata anche in Lombardia, diffondendosi praticamente ovunque».

La situazione tra Como e Lecco. «La diffusione di questo insetto è favorita dai cambiamenti climatici, che portano a un generale innalzamento delle temperature medie, e dalla mancanza in Italia di antagonisti naturali. Cosa che ha permesso alla cimice asiatica di prendere d’assedio non solo i campi dei nostri agricoltori ma anche le case dei cittadini. Per questo, urge incentivare gli organi di ricerca per trovare un antagonista a questo insetto, così come fatto con ottimi risultati per il cinipide del castagno», afferma Trezzi.
Questi parassiti, spiega la Coldiretti interprovinciale, sono infestanti e altamente polifagi. Capaci di causare in poco tempo danni ingenti alle colture, si nutrono principalmente di frutti e ortaggi, tra cui pesche, mele, soia, ciliegie, lamponi, pere e fagiolini. Per alimentarsi, la cimice perfora con l’apparato boccale il frutto per succhiarne fuori i nettari, causando però la formazione di aree necrotiche nella polpa o la formazione di fossette sulla buccia.
«Il danno al mio meleto causato dalla cimice asiatica quest’anno è impressionante — racconta Orlando Dal Grande, imprenditore agricolo di Lomazzo con 2 ettari di frutteti tra mele, pesche e pere —: ho dovuto buttare via circa il 90% dei frutti perché deformati o necrotizzati dalle punture di quest’insetto. Ogni cimice, tra l’altro, riesce a pungere il frutto circa una ventina di volte, rendendolo immangiabile. Così, tutte le mele danneggiate le ho potute usare solo come concime».

 

 

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