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Difese il ponte Sublicio: ecco chi era Tito Erminio Aquilino

Il ponte Sublicio è una delle costruzione più antiche di Roma, risalente al VII secolo a.C, quando la città era governata dal re Anco Marzio. Una leggenda narra che nella guerra contro l’etrusco Porsenna, a difenderlo fu Orazio Coclite, aiutato da un altro politico militare romano, Tito Erminio Aquilinio. Ma chi era quest’ultimo? Per quali campagne militari è noto?

La sua biografia

Non si sa molto della vita di Tito Erminio Aquilino, compresa la data della sua nascita, tuttora ignota, ma si sa che apparteneva alle gens Herminia, una famiglia patrizia della Roma antica, che doveva avere origini etrusche. Di lui, a parlarne è Tito Livio, nel secondo libro della sua Ab urbe condĭta libri, opera di 142 libri che narra della storia di Roma.

Nel libro di Livio, viene citato per il ruolo che ha avuto nella difesa del ponte Sublicio, e di come la sua azione militare abbia messo fine alla guerra contro gli etruschi. Per le sue gesta, venne eletto console nel 506 a.C.

E’ certa anche la data della sua morte, avvenuta dieci anni dopo la sua promozione a console, durante la battaglia del Lago Regillo, in cui i romani hanno sconfitto la Lega latina. Aquilino morì per le ferite riportate, ma prima riuscì ad uccidere anche uno dei comandanti dell’esercito nemico, Ottavio Mamilio.

I consoli dell’antica Roma

Uno spazio, va dedicato alla figura del console, ruolo che Tito Erminio Aquilino ricoprì per dieci anni. Il condottiero romano riuscì a guadagnarsi questo titolo con le sue campagne militari, ne durante l’età repubblicana furono fissati altri criteri, per stabilire l’elezione a questo ruolo. A cominciare dall’età: per diventare consoli i patrizi dovevano avere almeno quarant’anni, i plebei quarantadue.

Ad eleggere i consoli erano i Comizi Centuriati, ovvero un’assemblea del popolo divisa per centurie, e comprendevano sia patrizi che plebei. Nei periodi di guerra, di solito si eleggevano i consoli per i meriti militari, come avvenne, per l’appunto nel caso di Aquilino.

I consoli, avevano il compito di:

  • comandare l’esercito;
  • riunire il popolo a comizio, se necessario;
  • convocare e presiedere in Senato, per l’approvazione di nuove leggi o provvedimento straordinari;
  • amministrare la giustizia e le finanze;
  • promuovere opere di censimento;
  • eseguire nuove opere pubbliche.

Essi dovevano, inoltre, indossare dei capi di vestiario specifici, ovvero delle toghe con dei simboli e fregi. In origine, indossavano al Toga Pieta, di colore violetto scuro o porpora, ornata ai bordi di foglie d’alloro dorate. All’anulare sinistro, dovevano portare un anello con i simboli della loro carica.

Non si sa molto, del ruolo della figura del console ai tempi della monarchia, ma si hanno molte informazioni su di essi nell’età repubblicana e imperiale, con i cambiamenti nei poteri di questa carica, in conseguenza a determinati eventi.

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