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Pubblicato il 06 ottobre 2017, alle 14:54

Castagne in ripresa: si prevede un buon raccolto sul Lario

La lotta al cinipide ha dato i suoi frutti.


castagne 2016 ed

Immagine d’archivio (Foto Denti)

COMO-LECCO – Al via la raccolta di quello che un tempo era il “pane dei poveri”: le castagne, presenza diffusissima sul Lario che esce dalla crisi degli anni scorsi determinata dalla presenza del cinipide.

Como al secondo posto in Lombardia. Secondo i dati di Coldiretti Como-Lecco, i boschi dedicati a castagneti sul Lago di Como superano i 220 ettari. Addirittura, il Comasco, con i suoi 143 ettari, si attesta al secondo posto tra le province dell’intera Lombardia, dopo Brescia. A Lecco, invece, sono 81 gli ettari di bosco dedicati a questa specialità autunnale, mentre a Sondrio 137. Il “grande vecchio” dei castagni lombardi, vero e proprio monumento vivente, ha oltre 300 anni e si erge nel comune di Breno (BS).
«Per le castagne — afferma il presidente della Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi — sembrava essersi abbattuta la scure del cinipide, un parassita di origine asiatica che ne aveva diminuito esponenzialmente il volume produttivo negli ultimi anni. Invece, grazie anche alla lotta biologica messa in atto dagli agricoltori, questo problema sembra essere in fase di superamento. L’importanza di questo tipo di contrasto agli organismi alieni che infestano le nostre colture è fondamentale per mantenere inalterata e di alto livello la salubrità dei prodotti agroalimentari, vero e proprio baluardo del Made in Italy».

La lotta al cinipide. Il cinipide, come conferma l’associazione degli agricoltori, è stato sconfitto grazie all’introduzione del torimide, un insetto antagonista, anche lui orientale, che distrugge le uova del parassita e poi si autoestingue quando non ci sono più gli imenotteri di cui si nutre.
«Grazie ai risultati della lotta biologica – spiega Marco Bazoli, specialista del Servizio Fitosanitario dell’Ersaf – il cinipide sembra non costituire più un problema, la sua presenza non è più endemica ed è stato declassato a un livello di pericolosità fisiologica, come tante altre patologie. È stata una bella vittoria».

Dosso del Liro: “raccolta lievemente migliore”. Così, quest’anno, la produzione a livello regionale dovrebbe sfiorare il milione di chili, per oltre 30 milioni di castagne che verranno raccolte sino alla fine del mese, a seconda delle varietà e della posizione. Le ultime a finire nelle ceste saranno quelle delle zone di montagna sopra i 700 metri.
«Le prime castagne hanno iniziato a cadere già settimana scorsa, ma il grosso della raccolta lo si farà in questi giorni — racconta Dario Piazzi, 39 anni, produttore agricolo di Dosso del Liro —. Ho un castagneto di un ettaro e le piante sono cariche, prevediamo una raccolta lievemente migliore, in termini quantitativi, rispetto alla stagione passata».
Dati incoraggianti arrivano anche dall’aumento dell’estensione dei boschi che, sottolinea Coldiretti, in Lombardia negli ultimi 10 anni sono passati dai 385 ettari del 2006 ai quasi 900 attuali.

Versatilità e valori nutrizionali della castagna. La castagna, conclude la Coldiretti, è per la montagna quello che la zucca è per la pianura: un frutto della terra che può essere usato in mille modi: dagli gnocchi ai dolci, dalla polenta alle confetture, oppure tagliata e cotta sul fuoco per trasformarla in golose caldarroste. Altro prodotto prezioso derivante da questa essenza è il miele di castagno, indicato per le infiammazioni della bocca e della gola. Dal punto di vista nutrizionale, la castagna, oltre a essere una riserva naturale di energia in vista dei freddi invernali, possiede anche sali minerali, ferro, vitamina B, fosforo e acido folico. I prezzi al dettaglio nella grande distribuzione per adesso oscillano, a seconda della varietà, fra i 5 e gli 8 euro al chilo.

 

 

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