Ci sono dei posti, chiamati santuari, oasi o fattorie vegane, in cui gli animali destinati alla macellazione vengono salvati, gestiti da volontari, che fanno parte di associazioni animaliste o privati. Ma che cosa si sa di questi luoghi? Dove si trovano in Italia? Chi li finanza? Quali attività propongono ai visitatori?

Il ruolo dei santuari

Per salvare gli animali da una triste fine, ci sono dei volontari che se ne occupano in fattorie o santuari vegani, dove essi possano vivere liberamente, e lontani dai trattamenti. In tali posti sono liberi di girare dove vogliono e vengono nutriti e accuditi.

E’ possibile visitare questi santuari, che rappresentano un’esperienza unica, sia per gli adulti che per i più giovani, dando modo di conoscere gli animali da fattoria nel loro ambiente, senza gabbie ed altre costrizioni. Sono sparsi per varie regioni italiane, come Lazio, Toscana e Piemonte, oltre che nel resto del mondo, e si possono supportare con delle donazioni.

Tra i vari vip che hanno aperto posti simili, è possibile citare Morgan Freeman, che ha trasformato la sua tenuta nel Missisipi in un santuario per salvaguardare le api. In essa ha trasportato circa ventisei alveari da salvare e vi si trovano varie piante, tra cui magnolie, trifoglio e lavanda. L’attore, inoltre, ha dichiarato che nutre questi insetti ad acqua e zucchero, senza prelevare il miele e che non ha bisogno nemmeno di una tuta protettiva per avvicinarsi ad esse.

Dove si trovano questi rifugi in Italia

In Italia, se ne possono trovare diversi di questi santuari per gli animali, tra cui l’Oasi Be Happy, situato nella Maremma Toscana, non molto lontana da Grosseto. Essa comprende quattro ettari di terreno, tra bosco, prati ed ulivi. Chi vuole può sostenerli sia con le donazioni (sia in denaro che in materiale o cibo per gli animali) che con l’adozione a distanza e il volontariato.

Sempre in Toscana, in provincia di Pisa, c’è Ippoasi, che come suggerisce il nome ospita cavalli e pony, ma anche asini, capre, mucche, altri animali da fattoria e cani. Esso permette di fare anche visite e propone progetti didattici. Oltre che nella cura degli animali, questo centro è attivo anche nel sociale in generale e collabora con enti come la Società della Salute e l’Uepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna) di Pisa.

Nella provincia di Pescara, invece, si trova Oasi Verde, che al momento della sua fondazione, nel 2015, ospitava sui suoi quattro ettari dei cavalli, ma oggi ospita più di 150 animali, di ogni genere, ed offre anche delle attività didattiche. Attulamente, questo presidio sta raccogliendo donazioni per realizzazione recinti per pascoli, stalle, un laghetto per gli anfibi, uno spazio ambulatoriale, dei sistemi per recuperare acqua piovana, un impianto fotovoltaico, etc.

Spostandosi al nord d’Italia, in Piemonte, si può trovare l’Oasi La Belle Verte – La NON fattoria, nella provincia di Alessandria, che non solo offre rifugio agli animali, ma si dedica all’agricoltura in maniera naturale, in modo da non danneggiare il pianeta.

Di Claudia