La Cavalleria Rusticana è una delle opere liriche italiane più famose, tratto da una novella di Giovanni Verga, e la cui musica è stata composta da Pietro Mascagni. Ma chi era quest’ultimo? Quando compose quest’opera? E qual è la sua trama?

Pietro Mascagni

Pietro Antonio Stefano Mascagni nacque il 7 dicembre 1863 a Livorno, in una famiglia nota ma con condizioni economiche disagiate. Una volta terminati gli studi ginnasiali, Pietro studiò pianoforte e organo, dedicandosi agli studi musicali. Compose la sua prima opera musicale nel 1878, e in seguito si trasferì a Milano, per studiare al conservatorio, che abbandonò nel 1885, per unirsi a una compagnia d’operetta come direttore d’orchestra.

Compose la sua opera più nota, Cavalleria Rusticana, nel 1888, mentre l’anno dopo si sposò con Argenide Marcellina Carbognani. Lui raggiunse la fama mondiale tra il 1899 e il 1900, intraprendendo tournée in Russia, in Austria e negli Stati Uniti. La sua carriera come direttore d’orchestra terminò negli anni Quaranta del Novecento, quando raggiunse ottant’anni. Morì nel 1945 a Roma, ma gli furono negati i funerali di Stato, e sei anni dopo il suo corpo fu traslato al cimitero della Misericordia di Livorno,

Tra le altre sue opere teatrali si possono citare Silvano, Zanetto, Iris, Le maschere, Isabeau, Il piccolo Marat e Nerone. Compose anche musica per due film, ossia Rapsodia satanica, nel 1915, e La canzone del sole, del 1934.

La Cavalleria Rusticana

Quest’opera venne rappresentata per la prima volta nel 1890 al Teatro Costanzi di Roma. La vicenda narrata è ambientata in un paesino della Sicilia, Vizzini, all’alba di una domenica di Pasqua, con una serenata dedicata a Lola, moglie di un carretterie, Alfio, e allora tutto il paese si sveglia. Entrano anche in scena la proprietaria di un’osteria, Lucia, madre di un giovane contadino, Turiddu. Dopo la messa, la donna riceva la visita della fidanzata del figlio, Santuzza, anch’essa contadina, e gli dice che lui la tradisce.

Lucia non le crede e arriva Turiddu, ma lei allora gli rinfaccia i tradimenti, litigando con lui, fino a che arriva Lola che canta una canzone a Turiddu, provocando Santuzza, che scaglia una maledizione sulla Turiddu.

A quel punto arriva anche Alfio, a cui Santuzza rivela la tresca della moglie con Turiddu, ma poi se ne pento quando Alfio se ne va giurando vendetta e poi entra nell’osteria di Lucia sfidando a duello il giovane. Prima di recarsi al duello, Turiddu saluta la madre e allora Lucia capisce che le parole di Santuzza erano vere, e l’abbraccia, dopo che anche lei si è pentita di aver detto tutto a Alfio. Arriva, infine, Lola che annuncia loro della morte di Turiddu.

Di Claudia