Ci sono parole dallo stesso significato, che tuttavia, si possono scrivere in maniera diversa, ed è questo il caso della parola rumeno o romeno. Ma che cosa significano questi termini? Qual è la forma più corretta da usare?

Il significato

Secondo l’enciclopedia Treccani, il termine rumeno o romeno derivano proprio dalla lingua della Romania, dalle parole roman o ruman. Entrambe le parole possono indicare chi proviene dalla Romania oppure la lingua che si parla in questo paese.

C’è chi si chiede se uno dei due termini non sia più dispregiativo dell’altro, ma sembra che entrambi siano stati sempre usati. La linguista Luisa Valmarin, su questo argomento, si è espressa così: “Rumeno o romeno? Questo è il dilemma che agita i ru-/romenisti italiani, dividendoli in due schiere fieramente contrapposte: rumeno, calco sull’antica, ed ormai del tutto desueta, forma rumân, esito del latino Romanus, o romeno, calco su român, variante impostasi nei Principati danubiani il secolo scorso e generalizzatasi ufficialmente in Italia nell’ultimo dopoguerra?”

Alcuni esempi

Online si possono trovare vari esempi sull’uso di questi due termini, anche di personaggi famosi, come queste:

  • “Come si può essere Rumeno? A questa domanda potevo rispondere soltanto con una incessante mortificazione. Odiando i miei, il mio paese, i suoi contadini fuori del tempo, irretiti dal loro torpore e come sprizzanti ebetudine, arrossivo d’esserne l’erede, li rinnegavo, mi ritraevo dalla loro sub-eternità, dalle loro certezze di larve pietrificate, dalle loro fantasticherie geologiche”, frase di Emil Cioran, filosofo e scrittore rumeno;
  • “Hanno scritto di tutto su di me, anche che sono omosessuale, che non sono neppure romeno perché sono stato molto all’estero. Ora, passi per omosessuale, ma l’accusa di non essere romeno mi offende davvero”, del tennista Ilie Năstase;
  • “In Romania i fattori promotori erano costituiti dalla corrente italianista capeggiata dagli scrittori Ion Heliade-Rǎdulescu e Gheorghe Asachi i quali consideravano il popolo romeno quasi italiano, deviato nel normale sviluppo dalle secolari influenze straniere, e postulavano un risorgimento culturale attraverso l’italianizzazione della lingua e l’imitazione delle istituzioni italiane“, pezzo tratto da Il mito di Garibaldi in Romania, dell’autore romeno Petru Iroaie.

Di Claudia