Cultura ed Eventi

Tecla, la prima santa martirizzata: chi era? Ecco la sua storia

Venerata sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, santa Tecla di Iconio è la prima santa morta martire, ed è la compatrona della città italiana in cui è vissuta. Ma cosa si sa di questa santa? Chi era?

La sua storia

Santa Tecla di Iconia era una discepola di San Paolo, ma non si conosce né la sua data di nascita né quella della sua morte. Incominciò a seguire il santo quando venne a predicare nella sua città natale, e dopo la sua conversione si sottrasse ad un matrimonio combinato. Quando sua madre lo seppe, istigò il governatore della città a condannarla a morte, ma venne salvata per miracolo dal rogo, ed in seguito si recò da Paolo per ricevere il battesimo e seguirlo.

Insieme si recarono in Antiochia, dopo il siriarca Alessandro si invaghì di lei, ma Tecla lo respinse e lui la condanno dandola in pasto alle fiere, ma venne salvata da una ricca vedova e da altre donne della città. Tecla venne accolta dalla vedova in casa sua, ma ciò non le risparmiò l’esecunzione. Tuttavia, si salvò anche questa volta, perché le bestie vennero fulminate. Dopo esserci ricongiunta a Paolo, continuò a convertire altri in Asia, fino alla sua morte, che avvenne a Selucia. Tuttavia, alcune varianti della sua storia dicono che sia arrivata fino a Roma per seguire il suo maestro anche nel martirio.

Il suo culto

Questa viene venerata sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, ed in Italia ci sono suoi santuari a Milano e in Puglia, ed in tutto il mondo ci sono dipinti, statue e lapide dedicate a lei, in particolare in Germania e Spagna, che raffigurano i momenti e i simboli del suo martirio, nel duomo vi è uno di questi quadri, dipinto da Tiepolo nel Settecento. Quasi sempre, viene ritratta con leoni e altre bestie al suo fianco, ed il suo attributo principale è la palma.

Il suo culto fiori presso Seleucia, nell’odierna Turchia, ed il vescovo Basilio (330-379) scrisse due libri dedicati alla sua vita e i suoi miracoli. Oggi è la patrona di Santa Tecla (Siclia), Este (Veneto), Mirto (Sicilia), ed Osimo (Marche), nonché protettrice dei malati di cancro alle ossa e viene festeggiata il 23 settembre.