Salute

Dismicrobismo intestinale: che cos’è e come si cura

Probabilmente qualcuno non l’avrà mai sentito nominare, ma il dismicrobismo intestinale, o disbiosi intestinali, è l’alterazione della flora batterica dell’intestino, che può causare vari disturbi. Ma come si può trattare?

Le cause e i sintomi

Quando si verificano delle alterazioni nell’intestino, le cause possono essere molteplice, a cominciare da un’alimentazione scorretta, che comprende soprattutto prodotti industriali, ed essa può portare anche ad un alterazione dei ritmi del sonno, che aumenta la riduzione dei batteri buoni. A una cattiva alimentazione, si possono abbinare lo stress, il fumo, l’alcool e una vita troppo sedentaria.

Un altro fattore che può causare un simile problema è l’uso di alcuni farmaci, come i lassativi o gli antibiotici. Tramite sempre l’alimentazione o l’aspirazione di aria inquinata, si possono anche assumere metalli pesanti, che a loro volta danneggiano la flora batterica.

Nella donna, ad alterare lo stato della flora batterica sono anche la gravidanza e l’allattamento, soprattutto dopo il parto, naturale o cesareo, visto che il canale vaginale può essere contaminato dai batteri.

Ci sono, inoltre, alcune patologie che possono provocare questo disturbo, soprattutto quelle di origine epatica o gastrica, che a loro volta provocano un malassorbimento delle sostanze. Tra queste, si possono includere anche infezioni e parassitosi.

A seconda di ciò che provoca la disbiosi intestinale, i sintomi possono essere diversi, come la stitichezza, alitosi, dolori addominali, mal di testa, il gonfiore, la diarrea, il malessere generale, la stanchezza, i cambianti d’umore, difficoltà nel prendere sonno e, nelle donne, possono generare in problemi come la candida vaginale o le cistiti.

La diagnosi e i rimedi

Per diagnosticare un tale problema, bisogna rivolgersi ad un medico (in particolare il gastroenterologo), che può prescrivere una serie d’esame, a seconda dei sintomi che il paziente presenta. Uno dei più comuni è il breath test, ovvero l’esame del respiro, durante il quale viene somministrato uno specifico nutriente e a seconda delle concentrazioni si stabilisce se il metabolismo intestinale è alterato o no.

I rimedi più noti sono sicuramente i probiotici o degli integratori, come i fermenti lattici, che possono regolare la flora intestinale. Il trattamento da seguire dipende molto anche da cosa ha causato il problema. Ad esempio, nel caso di una dieta scorretta bisogna cambiarla, soprattutto quelli ricchi di fermenti lattici, come lo yogurt, ed altri alimenti ricchi di vitamine. Se la causa sono dei farmaci, è bene consultare il medico e cambiarli, o perlomeno modificare il dosaggio.

C’è chi si domanda quanto può durare questo problema, ma non c’è una durata specifica. Essa dipende da vari fattori, ed in alcuni casi può perdurare anche qualche mese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *