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Epitaffio: che significa? Che cos’è?

L’epitaffio è un’iscrizione sepolcrale, che deve ricordare e/o onorare il defunto. La sua origine risale all’antica Grecia e, continuando a leggere, si possono trovare gli epitaffi di personaggi noti.

La sua origine

La parola epitaffio viene dal greco epitáphion ovvero “ciò che sta sopra il sepolcro“, ed è un’iscrizione posta sul sepolcro del defunto, per ricordarlo ed onorarlo. Ce ne sono di diversi tipi, ed alcuni possono riportare delle frasi poetiche.

In Grecia (soprattutto ad Atene), con il termine epitaffio si identificava un’ora funebre pubblica, per ricordare i soldati caduti durante l’anno. Gli antichi romani, in seguito, la confusero con la laudatio funebris, che generalmente veniva pronunciata da un figlio o un parente del defunto. Successivamente, divenne una vera e propria iscrizione tombale.

Epitaffi famosi

Non si possono non citare gli epitaffi di personaggi famosi (alcuni persino divertenti), come questi:

  • “Edamus, bibamus, gaudeaumus/Post mortem nulla voluptas”, la cui traduzione è “Mangiamo, beviamo, godiamo/Dopo la morte non vi è più piacere alcuno”, ed è l’epitaffio di Assurbanipal, re assiro vissuto tra il 668-631 a.C;
  • “Caro amico per amor di Gesù, rinuncia a scavare la polvere che qui è racchiusa. Benedetto colui che risparmia queste pietre, e maledetto chi muoverà le mie ossa”, del Bardo immortale William Shakespeare;
  • “Misuravo i cieli, ora misuro le ombre della Terra. Sebbene la mia mente fosse legata al cielo, l’ombra del mio corpo giace qui”, di Giovanni Keplero;
  • “Sono figlio della libertà, e a lei devo tutto ciò che sono”, del conte Camillo Benso di Cavour;
  • “Pensa, adesso sono vivo per sempre”, di Edwar Bach, teorico degli omonimo fiori;
  • “Nel mio principio è la mia fine…nella mia fine è il mio principio” di Thomas Eliot;
  • “Si prega l’angelo trombettiere di suonare forte: il defunto è duro di orecchie”, divertente epitaffio dello scrittore Georges Bernanos;
  • “Scusate la polvere”, scelta dall’attrice Dorothy Parker;
  • “Sono libero, finalmente libero. Grazie a Dio sono finalmente libero”, frase sulla tomba di Martin Luther King, che pronuncio nel suo celebre discorso I have a dream;
  • “Qui Leopoldo Fregoli compì la sua ultima trasformazione”, iscrizione funebre del celebre attore trasformista;
  • “Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”, della pedagogista Maria Montessori;
  • “Lavoratori di tutto il mondo, unitevi. I filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi, il punto è cambiarlo” di Karl Marx;
  • “Sono pronto a incontrare il mio Creatore. Se il mio Creatore è pronto alla grande prova d’incontrare è un’altra questione” di Winston Churchill;
  • “Il meglio deve ancora venire”, titolo dell’ultima canzone e in seguito epitaffio di Frank Sinatra;
  • “Il sonno dopo il duro lavoro/ Il porto dopo i mari tempestosi/ Il riposo dopo la guerra/La morte dopo la vita/Danno un grande piacere”, frasi di una poesia di Edmund Spenser, riportate nell’epitaffio della celebre Agatha Christie;
  • “174517”, il numero identificativo tatuato sul braccio di Primo Levi, che riportò come epitaffio;
  • “Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato”, dell’attore Walter Chiari;
  • “Sor Marchese, è l’ora”, di Alberto Sordi, presa dal film Il marchese del grillo;
  • “Allegria!”, dell’indimenticabile Mike Bongiorno.

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