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Il laico è profano di cose sacre? Che cosa significa questo termine?

Alcuni possono credere che quando si parla di laici si intenda una categoria di persone distaccate da una qualunque fede, che magari possa anche contrastare apertamente queste ultime, ma non è così. Per saperne di più sull’origine di questo termine, può continuare a leggere questa pagina.

L’origine del termine e quando si usa

La parola “laico” ha origine dal termine greco laikòs, che sta ad indicare “uno dei popolo”, e nella sua versione latina indica proprio “popolo”, e con essa si indicava proprio quest’ultimo nelle cerimonie, per dividerlo dagli officianti del rito.

In seguito, venne sempre usato in situazioni inerenti alla religione, ed oggi può avere vari significati. La chiesa cattolica e quella ortodossa, usano questo termine per indicare i fedeli non ordinati, ovvero coloro che sono stati battezzati ma che non sono stati ordinati diaconi, presbiteri o vescovi.

In politica, questo termine si usa per indicare chi si mostra favorevole a separare la chiesa dallo stato. Nella magistratura, quando si parla di un laico ci si vuole riferire a un magistrato onorario, mentre in un contesto più generale può indicare qualcuno privo di pregiudizi.

Aforismi sui laici e la laicità

Chi vuole trovare una definizione di “laico” o “laicità”, oltre a cercarlo su un vocabolario, può trovare online anche diversi citazioni di personaggi noti, come questi:

  • “Il laico è l’uomo che cerca infaticabilmente Dio e non lo trova mai” di Jules Renard, aforista e scrittore francese;
  • “Sono rispettosissimo di tutte le religioni, ma la religione laica mi pare la più ridicola delle religioni. Il laicismo ha diritto di esistere, ma non credo si possa presentare come una religione. Religioni ce sono già abbastanza” del poeta Eugenio Montale;
  • “L’ideologia condiziona il percorso neurochimico limitandolo, mentre il pensierolaico consente sviluppo di attivazioni sinaptiche a 360 gradi”, frase del medico Enzo Soresi;
  • “Il laico europeo non è qualcuno che non crede, che può darsi abbia smesso di credere, la laicità è la sua fede”, del giurista americano Joseph H. H. Weiler;
  • “Talvolta la Chiesa è arrivata in ritardo, con evidenti anacronismi, per questo dico che essa avrà sempre bisogno delle suggestioni e degli slanci del mondo laico, ma mi preme anche sottolineare che il mondo laico avrà sempre bisogno di quel supplemento di umanità e di fratellanza, di solidarietà, che solo il cristianesimo sa offrire”, di don Andrea Gallo;
  • “Non ho nessuna speranza. In quanto laico, vivo in un mondo in cui è sconosciuta la dimensione della speranza”, dello storico Norberto Bobbio,
  • “In uno Stato laico, appendere un simbolo religioso, quale il Cristo crocifisso, vuol dire non rispettare una società diventata multietnica, multiculturale e multireligiosa”, dell’astrofisica Margherita Hack;
  • “Sono un laico che ha un profondo rispetto per le idee della religione, di ogni religione, e penso che sia legittimo che la Chiesa le promuova verso chi crede. Tuttavia in Italia ci sono dieci milioni di cittadini che ufficialmente si dichiarano non credenti e diversi milioni che si definiscono parzialmente credenti. Credo che si debba tenere conto anche delle loro idee, e soprattutto dei loro diritti”, aforisma di Umberto Veronesi.

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