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Nadia Toffa: ecco chi era la conduttrice delle Iene

Per i colleghi e gli ammiratori di Nadia Toffa, è stato sicuramente un Ferragosto triste, dopo che la nota conduttrice delle Iene, è morta il 13 agosto, dopo la sua lotta contro il cancro. Irriverente e provocatoria, ha colpito tutti per il suo carattere solare e battagliere, e questa pagina è dedicata a lei.

La sua biografia

Nadia è nata a Brescia il 10 giugno 1979, ultima di tre figlie, e ed è sempre lì che si è diplomata al liceo, per poi laurearsi in Lettere a Firenze. Da giovane, inoltre, frequentò la scuola di ginnastica artistica.

La sua carriera televisiva iniziò a ventitré anni, prima su Telesanterno e poi su Retebrescia. Nel 2009, a trent’anni, divenne un’inviata speciale del programma le Iene, e da lì cominciarono anche i suoi servizi di denuncia, per poi diventarne la conduttrice nel 2016, affiancata a Geppi Cucciari e a Pif.

Tra i suoi migliori servizi, si possono ricordare quelli che riguardavano la prostituzione minorile, le false cure per il cancro, il cambiamento climatico, la legge che riguardava il test HIV per i minorenni, l’Ilva di Taranto e i disordini alimentari.

Nel 2018, Taranto gli conferì la cittadinanza onoraria e nello stesso anno vinse il Premio Lucchetta per un servizio che riguardava la prostituzione minorile. Condusse le Iene, per l’ultima volta, assieme a Nicola Savino, fino al maggio del 2019.

Scrisse anche due libri: Quando il gioco si fa duro, edito da Rizzoli nel 2014, nel quale trattava delle slot machine e delle lotterie dello Stato, e Fiorire d’inverno. La mia vita, la sua biografia uscita nel 2018.

La malattia

Nadia scoprì di essere affetta dal cancro dopo un malore, nel 2017, e l’11 febbraio del 2018 fu lei stessa a rivelare al suo pubblico della sua malattia, e cominciò la terapia, senza mai vergognarsi, tanto che non si preoccupava della parrucca.

Nell’ottobre dello stesso anno, parlò di come il cancro fosse ricomparso al programma televisivo Verissimo, e successivamente anche sui social. La sua battaglia finì nell’agosto 2019, dopo un anno e mezzo, e a darne l’annuncio è stata proprio la redazione delle Iene.

Per capire come ha affrontato la malattia, si possono ricordare alcune delle frasi che ha detto o pubblicato online sui social, come queste:

  • La parola “mollare” non esiste nel mio vocabolario;
  • Non mi vergogno di portare la parrucca. E’ più bella dei capelli;
  • Non ho mai sospeso la vita per la malattia e nessuno dovrebbe farlo. Se ci sono riuscita io, ci può riuscire chiunque;
  • Il cancro è una sfida che magari non posso vincere, ma l’importante è mettercela tutta, combattere;
  • Non siamo malati, siamo guerrieri;
  • Vivo ora perché sono viva. Io non ho più paura di morire;
  • La vita è bellissima, è una figata. Non vedi l’ora di assaporarne ogni minuto perché non sai mai quanta ce ne sarà ancora;
  • Le persone fragili non hanno nessuno che le difende quando vengono bullizzate in rete, la mia reazione vale anche per loro. Ho sentito un dovere, un’emergenza nel rispondere perché sapevo che la popolarità avrebbe dato un’eco maggiore alla mia voce e volevo usare questa eco per chi è lasciato da solo a fare i conti con la malattia. Come si fa a occuparsi della malattia, propria o altrui, e sopportare anche la violenza di chi non capisce e giudica?

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