Cultura ed Eventi

Anubi: la sua storia e la sua descrizione

La mitologia egizia non è certo meno affascinante di quella greco-romana. Una delle divinità più importanti, è senz’altro Anubi, il dio dei morti. Per gli egizi, la morte era fonte di dolore e lacrime, e quindi, curavano nei minimi particolari la tomba che doveva accoglierli. Ma che ruolo aveva Anubi? Come veniva descritto?

Il dio dalla testa di sciacallo

Anubi, o Anubis, veniva raffigurato con il corpo di un uomo e la testa di sciacallo. Il suo corpo era quasi sempre di colore nero, che stava ad indicare probabilmente il bitume usato per la mummificazione, che si dice fosse stata ideata proprio da questa divinità, che la usò la prima volta per ricomporre il corpo di Osiride, di cui era l’aiutante, fatto a pezzi dal fratello Set, e per farlo ricorse all’aiuto dei protettori delle viscere del defunto, conservate nei canopi, dei recipienti realizzati in materiali preziosi. Secondo alcuni versioni, era il figlio di Set e della sua sposa Nefti, mentre altri sostengono che fosse figlio di quest’ultima e di Osiride.

Il suo culto veniva praticato soprattutto nelle zone meridionali dell’antico Egitto, in particolare nella città di Khasa (Kinopolis per i Greci), e durante il Nuovo Regno (1580-1085 a.C.) la sua figura venne rappresentata spesso nei sarcofagi, per proteggere i defunti, e lo si trova anche nella tomba di Tutankhamon. Sebbene per gli egizi fosse il dio dei morti, i greci lo identificarono con il dio greco Ermes.

Il giudizio delle anime

Anubi, secondo il Libro dei morti, aveva un ruolo centrale nel giudizio delle anime. Secondo questo libro Maat, dea della giustizia, conduceva il defunto davanti ad una bilancia, mentre dalla parte opposta giungeva Anubi ed un babbuino, immagine di Thot, protettori degli scribi, che teneva in mano un papiro ed un pennello per scrivere il verdetto.

Questo giudizio era un vero e proprio processo, con tribunale, carcerieri e boia. Su uno dei piatti della bilancia vi era una piuma, mentre sull’altro lo stesso Anubi poggiava il cuore del defunto. Se il cuore era più leggero della piuma, il defunto poteva accedere a quello che era il paradiso egizio. In caso contrario, esso veniva divorato da Ammit, una creatura dalle testa di coccodrillo, il corpo di leone e la parte posteriore di un ippopotamo, e la sua anima era costretta a perdersi nell’oblio.

Anubi nella cultura popolare

La figura di Anubi, come molte divinità, è presenta nella cultura popolare, attraverso romanzi, film, etc. Nel film del 2016 Gods of Egypt, i protagonisti del film cercano di distoglierlo dal suo compito nel tentativo di salvare Zaya, una giovane schiava.

Chi legge i libri di Rick Riordan, lo avrà sicuramente ritrovato nella trilogia dedicata ai fratelli Kane, già dal primo libro, quando mette alla prova Sadie Kane, che vuole ottenere la piuma che viene usata nel giudizio dei morti, e nel corso della storia si innamora proprio della ragazza. Nel romanzo, prende la forma umana di un adolescente, alto, dai capelli neri, gli occhi castani e la pelle pallida. Inoltre, sembra amare molto la città di New Orleans, ed il cimitero di questa città è collegata proprio alla sala dei giudizi che il dio risiede.

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