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Vela triangolare: come si chiama, il suo uso e le sue caratteristiche

Con il termine “vela” si può indicare anche una pratica sportiva, nota come “velismo”. Chi decide di praticare questo sport, deve conoscere anche l’imbarcazione e, di conseguenza, si deve conoscere anche la sua parte più importante, ovvero la vela triangolare. Chi vuole saperne di più, può continuare a leggere.

La forma triangolare della vela

La vela triangolare cominciò ad apparire nel IX secolo, grazie ai romani, e fece presto a diffondersi nel Mediterraneo ed in Oriente. Il suo nome, ovvero “vela latina“, deve il suo significato all’aggettivo “facile” o “agevole”, visto che la sua forma triangolare e l’essere issata ad un albero, rendeva semplice il manovrarla.

Le sue parti si suddividono in:

  • piede della vela, ovvero la base;
  • angolo di penna, il suo vertice superiore, noto anche come “angolo di drizza”;
  • angolo di mura, nell’angolo inferiore della vela, fissato ad un certo punto;
  • angolo di scotta, o “di bugna”, anch’esso situato nell’angolo inferiore della vela ma, a differenza dell’angolo di mura, è mobile.

La dimensione della vela, può mutare a seconda della forza del vento, in base al quale anche la sua funzione cambia. Quando diventa più grande, viene definita bastarda, quando è di dimensione medie è borda, e la più piccola è nota come marabutto. La forma triangolare della vela, tuttavia, non si può definire perfetta, in quanto la sua superficie può aumentare a seconda del numero delle stecche da cui viene sorretta.

Come si fa muovere la barca con la vela triangolare

Per governare al meglio l’imbarcazione, grazie alla vela, si deve tenere conto che il principio del suo funzionamente è uguale a quello dell’ala orientata in verticale, la cui forza aerodinamica è indotta dal vento, definita “spinta velica“.

Con la spinta velica, ci si può orientare verso due direzioni: quella ortogonale e quel moto della barca. La prima, nota anche come forza di scarroccio, permette di spostare lateralmente l’imbarcazione, mentre la prima, definita forza propulsiva, la spinge in avanti.

Lo sport

Questo tipo di vela, è diventata molto popolare nel corso dei secoli, così come lo sport della navigazione a vela, ovvero il velismo, che cominciò a diffondersi a metà del Seicento, grazie al re Carlo II che, tornato dall’esilio, ne favorì la diffusione per tutto l’impero.

Il primo club velico venne istituiti nel 1720, in Irlanda, mentre la prima competizione internazionale si tenne più di un secolo dopo, nel 1851, nota con il nome di Coppa America. Circa una ventina di anni dopo, le imbarcazioni, grazie alla diffusione di questo sport, vennero costruire con più raffinatezza.

Nel 1907, venne istituita la ISAF (Federazione internazione della Vela) che oggi conta la partecipazione di 130 federazioni, di 115 paesi membri, e rappresenta, a livello olimpico, lo sport della vela. Le competizioni di questo sport si svolgono in regate e vince la barca che compie il percorso più lungo nel più breve tempo possibile. In Italia, le competizioni ufficiali più importanti, sono più di venti, tra cui l’Adria’s Cup e la Mediterranea Cup.

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