Nel corso degli ultimi anni ci sono state diverse meteore che hanno giocato un buon tennis e poi sono letteralmente scomparse. Non è certamente il caso del tennista russo Danil Medvedev: nato nel 1996, questo ragazzone sta dando filo da torcere un po’ a tutti nel circuito ATP, mettendo in evidenza come abbia, in effetti, le stimmate da predestinato.

Una crescita che, in effetti, non è sfuggita anche agli appassionati di scommesse sportive, che ormai lo considerano pronto per la vittoria anche di un torneo ATP. A partire da quello che è successo negli US Open, quando è riuscito a raggiungere le semifinali, senza dimenticare le vittorie prima al Master 1000 di Parigi e poi all’ATP FInals di Londra, dove ha lasciato dietro di sé campioni del calibro di Djokovic, Nadal e Thiem.

La sorpresa Medvedev

Insomma niente male per chi non si era mai affacciato a questi livelli, al punto tale che tanti appassionati di tennis erano convinti che il quarto posto ottenuto nel ranking alla fine dello scorso anno poteva già considerarsi un risultato più che soddisfacente. Eppure, il tennista russo non l’ha mai pensata, evidentemente, allo stesso modo. Nell’ultima edizione degli Australian Open, infatti, ha alzato bandiera bianca solo ed esclusivamente nell’atto conclusivo, battuto da Novak Djokovic, che ha vinto per la nona volta nella sua carriera in quel di Melbourne.

Ebbene, in quell’occasione, Medvedev ha fatto un ulteriore scatto verso l’alto, raggiungendo la terza posizione nel ranking mondiale. Eppure, chi non fa nemmeno una piega in merito a tali risultati è il suo allenatore, Gilles Cervara, che è stato intervistato sul blog sportivo L’insider. Proprio Cervara ha sottolineato come l’entrata nella Top 3 non si possa considerare un sogno, ma semplicemente un frutto del grande lavoro che il tennista classe 1996 sta svolgendo. È importante, di conseguenza, che Medvedev prosegua a lavorare con la stessa ferocia e determinazione, dimostrando sempre un approccio mentale maturo e corretto, non solo in partita, ma anche e soprattutto in allenamento.

Cosa manca al russo per diventare un top?

In realtà, ci vorrebbe davvero pochissimo per poter fare finalmente il grande passo, ovvero mettere le mani su un torneo del Grande Slam. Fino ad ora, Medvedev ha collezionato solamente sconfitte: nel 2019 è stato battuto in finale da Rafa Nadal agli US Open, mentre poi quest’anno in Australia è stato sconfitto, come detto in precedenza, dal serbo Djokovic.

È anche vero che il tempo è tutto dalla parte di Medvedev, che non vede l’ora di capire nel 2021 se i passi in avanti a livello mentale sono stati fatti o meno. Anche Gilles Cervara, il suo allenatore, ha riconosciuto che, in effetti, valutando anche i risultati ottenuti alla fine del 2020, Medvedev deve cominciare a pensare di poter vincere uno Slam.

Secondo Cervara, però, manca ancora qualcosina per poter fare un simile passo. Che cosa? Semplicemente migliorarsi in qualche dettaglio del proprio gioco, anche per via del fatto che, a livelli così alti, sono proprio i dettagli che fanno la differenza alla fine. Anche dalla finale che il russo ha perso con Djokovic, ha molto da imparare, soprattutto a livello di determinazione. Sviscerare tutti gli errori che sono stati commessi non è affatto semplice, dal momento che si tratta di piccole imprecisioni che, però, contro tennisti di quel calibro, fanno senz’altro la differenza. Cervara ha chiarito come il suo pupillo deve migliorare a livello di anima, cattiveria ed energia per poter ambire finalmente a trionfare in uno Slam.

Di Marco