Tra gli autori e giornalisti che può annoverare la letteratura italiana c’è Ugo Ojetti, che ha scritto vari romanzi, saggi di storia e critica d’arte, racconti ed opere teatrali. Ma cosa si sa di questo autore? Dove è nato? E quali delle sue frasi si possono citare?
La sua vita
Ojetti nacque e Roma il 15 luglio 1871, figlio di un architetto e di sua moglie, di origini spoletine. Lui conseguì una laurea in Giurisprudenza, ma inizialmente era attratto dalla carriera diplomatico, fino a diventare giornalista politico. Nel 1894 cominciò a tenere rapporti con il quotidiano La Tribuna, per il quale scrisse i suoi primi servizi da inviato in Egitto.
L’anno seguente uscì il suo primo libro, Alla scoperta dei letterati, incentrato sugli scrittori più celebri dell’epoca, redatto in forma di interviste, che gli fece acquistare una certa notorietà. Negli anni seguenti continuò a scrivere articoli, e tra il 1901 e il 1902 si recò anche a Parigi. Nel 1905 si sposò con Fernanda Gobba, trasferendosi a Firenze, e dopo tre anni di matrimonio nacque la figlia Paola. Nel 1914 si stabilì a Fiesole.
Nella prima guerra mondiale partecipò come volontario, con il compito di salvaguardare le opere di Venezia dai bombardamenti, e per il quale, nel 1918, ricevette la nomina di “Regio Commissario per la propaganda sul nemico”. Nel 1920 fonda la sua rivista d’arte, Dedalo, in cui trattò di arte antica e moderna, consulando anche vari critici d’arte. Dopo un decennio inaugurò un’altra visita, Pegaso, fondata sulla prima. Nel 1939 collaborò anche con il cinema, firmando un adattamento de I promessi sposi, diretto da Mario Camerini.
Aderì alla Repubblica Sociale Italia e dopo la liberazione di Roma fu radiato dall’Ordine dei giornalisti. Si ritirò nei suoi ultimi anni di vita a Fiesole, in cui morì nel 1946. Il suo epistolario, denominato Fondo Ojetti, oggi è conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Alcune sue frasi
Ojetti fu anche un aforista, e ha pubblicato delle sue massime e pensieri nel libro Sessanta, uscito nel 1937. Tra le sue frasi si possono citare queste:
- “Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni”;
- “La solidarietà è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti”;
- “A odiare perdi tempo e salute. A disprezzare guadagni l’uno e l’altro”;
- “Dai libri che leggi, posso giudicare la tua professione, cultura, curiosità. Dai libri che rileggi conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri”;
- “Se vuoi assaporare la virtù, pecca qualche volta”;
- “La fede è d’oro, l’entusiasmo è d’argento, il fanatismo è di piombo”;
- “L’amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci”;
- “L’Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso”;
- “Dubitare di se stessi è il primo segno d’intelligenza”;
- “La giovinezza non sta nel mutare idee e passioni ogni giorno, ma nel provare ogni giorno le proprie idee e passioni contro la realtà, per vedere se tagliano”.