Lo stacco rumeno è una variante dello stacco a terra, ed è un esercizio che si può inserire in un allenamento di forza. Ma come si esegue esattamente? Quali muscoli coinvolge?
Che cos’è e come si esegue
Questo stacco è stato eseguito per la prima volta agli inizi degli anni Novanta, ed il primo a farlo è stato il sollevatore di pesi romeno Nicu Vlad, sotto la guida del suo allenatore Jim Schmitz, e dopo la sua prima dimostrazione altri atleti hanno chiesto come poterlo eseguire.
E’ un esercizio efficace, ma impegnativo, e per eseguirlo è necessario mettere i piedi alla larghezza dei fianchi, con le punte rivolte in avanti, portando indietro i glutei e scendendo piegando le ginocchia per prendere il bilanciere, con le mani a presa alta. Nel farlo, bisogna piegare la schiena in avanti, formando un angolo di 45° e tenendo il petto di fuori. Il bilanciere si solleva quando il corpo è perfettamente in tensione e le gambe sono piegate, mentre le scapole spingono indietro. La testa viene poi posizione in modo che sembri un prolungamento della colonna vertebrale. Lo sguardo deve essere rivolto al pavimento, inspirando e mantenendo le braccia tesa.
Si sale mantenendo la posizione eretta e il bilanciare vicino al corpo, allungando le anche in avanti e contraendo i glutei, espirando. Una volta in piedi, si spinge il petto in fuori e si porta di nuovo il peso a terra, piegando il busto in avanti. I glutei allora si portando indietro e il bilanciere scivola lungo la tibia, mentre le ginocchia si tengono leggermente piegate. Si scende giù e poi ci si rialza, scendendo con il bilanciere durante l’esecuzione.
Quali muscoli si allenano
Con questo tipo di esercizio si allenano sia dei muscoli principali che secondari. Tra i primi, si distinguono i muscoli ischiocrurali (nella coscia), il muscolo erettore della colonna vertebrale e il muscolo grande del gluteo.
Tra i muscoli secondari invece sono compresi il muscolo trapezio, il musculus latissimus dorsi, ovvero il muscolo grande dorsale che tira le braccia contro la tibia, il muscolo quadricipite femorale, il romboide, gli addominali e i muscoli dell’avambraccio.
E’ ovvio che questo tipo di esercizio va eseguito solo se si è già pratici di un allenamento di forza, ed è necessario eseguire una sessione di riscaldamento di almeno dieci minuti prima. Importante, è anche controllare la propria respirazione e all’inizio eseguirlo con il supporto di un allenatore.