La Nikola Corporation, è un’azienda americana fondata nel 2014, specializzata nel concept di veicoli a zero emissioni, e come altre grande aziende è quotata in borsa. Ma conviene acquistare le sue azioni? E come controllare il loro andamento?

L’azienda e i suoi progetti

Fondata nello Utah da Trevor Milton nel 2014, e dal 2016 l’azienda ha annunciato che avrebbe cominciato a progettare veicoli a zero emissioni, e tra i concept art dei veicoli progettati sono noti:

  • il Nicola NZT, prototipo del 2016, presentato come un veicolo utilitario dotato di una batteria che va dai 72 ai 107 kilowatt;
  • la Nicola One, camion elettrico presentato nel 2016, alimentato a idrogeno e dotato di freni rigenerativi;
  • il Nikola Tre, altro camion elettrico, destinato al mercato asiatico ed australiano, con un motore dai 500 ai 1200 cavalli;
  • il Nikola Reckless, un fuoristrada tattico, di livello militare, elettrico.

Di questi progetti, la produzione doveva iniziare dal 2020 in poi, ma nel medesimo anno la Nikola fu anche accusata di frode, che tuttavia si sono dimostrate infondate, ma nonostante ciò le azioni dell’azienda sono crollate. Attualmente, il suo utile netto (secondo i dati del 2018) è di circa 114,8 milioni di dollari.

Conviene investire?

Secondo alcuni informazioni recenti, investire nelle azioni Nikola conviene, o almeno conviene quanto investire come in altre aziende, valutando i pro e i contro con un esperto e a seconda di quanto si è disposti ad investire. Certo, queste azioni non spiccano per i loro dividendi alti, ma ciò non toglie che convenga investirvi.

Esse si possono acquistare, in particolare, con il trading online, su piattaforme come eToro o il Plus500. Per controllare l’andamento delle quote, basta visitare i principali siti di economia che riportano questi informazioni, come la pagina ufficiale della Borsa Italiana. Attualmente, il patrimonio azionario di questa azienda sono in gran parte in possesso del fondatore, mentre l’11 % è di proprietà della General Motors, il 7,11 % delle azioni sono della Iveco e il 6,7 % è del gruppo Exor.

Di Claudia