Le capinere sono degli uccelli passeriformi, appartenenti alla famiglia delle Sylviidae, ed è ben noto per il suo canto melodioso. Ma quali sono le sue caratteristiche? Quanto è grande? E’ un uccello migratore? Dove si può trovare?
Aspetto e carattere
La capinera ha un piumaggio grigio, e i maschi si distinguono per il loro capo nero, mentre quello della femmina è di marrone chiaro. E’ piuttosto robusto ed è lunga circa quindici centimetri. Per quanto riguara il suo canto, è più piacevole di quello del merlo, ma è possibile confonderlo con quello del beccafico.
Parzialmente, è un uccello migratore, in quanto nidifica in Europa e sverna in Africa, ma alcune possono anche recarsi nell’Europa occidentale o a Maghreb. Predilige principalmente boschi, parchi e giardini, dove può fare dei nidi, in particolare tra i cespugli o nel sottobosco.
Il nido viene costruiti sia dai maschi che dalle femminie, e quest’ultima può fare ed allevare due covate all’anno (soprattutto tra maggio e giugno), di quattro o cinque uova ciascuna, che si schiudono in quindici giorni. I genitori, poi, nutrono i film per una decina di giorni. E’ anche piuttosto prudente, in quanto non si posa spesso sul terreno, ma preferisce sostare per i cespugli o i rami degli alberi, in particolare tra l’edera. Si nutre di bacche e insetti, come la maggior parte degli uccelli.
Simbolismo e curiosità sulla capinera
Per il suo canto melodioso, molti poeti e musicisti si sono ispirati ad essa, rendendola protagonista di varie opere. Questo uccello è anche simbolo dell’amore e della persuasione, e si narra che fosse molto caro a San Francesco d’Assisi. Tuttavia, per le credenze popolari esso è associato alla morte, e si diceva che se in una casa vi era un malato grave e una capinera si posava sulla finestra, egli sarebbe morto di lì a poco.
Giovanni Pascoli gli dedico una poesia, La capinera, nella quale è annunciatrice del tempo che sta cambiando, preannunciando un temporale. Il nome di questo silvide, inoltre, può far pensare a Storia di una capinera, di Giovanni Verga, ma la capinera del romanzo non è un uccello, bensì una donna che viene costretta a farsi suora dalla famiglia, ma nell’introduzione al romanzo, Verga spiega che fu l’ominimo uccello, a ispirarlo per il titolo. Nel campo della musica, invece, ha ispirato Bixio e Cherubini per il loro Tango delle capinere.