Tra le maschera della commedia dell’arte si annovera Brighella, proveniente da Bergamo, e noto per essere il miglior amico di Arlecchino. Ma cosa si sa della sua storia? Com’è fatto il suo costume?
La sua storia
Le origini di Brighella risalgono al 1601, e viene citato nel testamento di Sivello, che assegnò questo nome a un villano bergamasco. Il nome di Brighella viene dal verbo brigare, che significa (secondo il dizionario Treccani) darsi da fare per ottenere qualcosa, a volte tramite intrighi e cercando aiuti e protezioni.
Sembra che sempre nello stesso secolo della sua nascita, questa maschera divenne famosa anche in Francia, e che fu Goldoni a definire meglio il suo carattere, nella commedia Il servitore di due padroni, in cui Brighella è il proprietario di una locanda, amico di Pantalone e testimone di nozze di Silvio e Clarice. Divenne nota anche agli attori che hanno assunto questa parte, come Carlo Cantù e Francesco Gabrielli. Nel XX secolo, ad averlo interpretato sono stati anche Franco Parenti, Gianfranco Mauri ed Enrico Bonavera. Amico di Arlecchino, assieme a quest’ultimo, a Pantalone e al Dottore faceva parte del tradizionale quartetto delle maschere tradizionali.
Carattere e costume
Nella commedia dell’arte (e anche dopo), Brighella si presenta, al pari di Arlecchino (anch’esso proveniente da Bergamo), come un servo furbo ed insolente, pieno di vitalità ed anche attaccabrighe. A volte inventa storie e chiacchiera maliziosamente solo per il gusto di imbrogliare, e nella già citata commedia di Goldoni non è da meno, ed in un’altra commedia di quest’ultimo, La famiglia dell’antiquario, non esita a convincere il suo amico a travestirsi per un suo imbroglio, che viene poi scoperto e il furbo Brighella dovrà darsi alla fuga.
Il suo costume è una livrea, che simboleggia la sua appartenenza al padrone, e questa comprende giacca e calzoni bianchi dotati di galloni verdi, un mantello bianco, una cintura con la borsa ed il batocio (la spatola di legno che nella commedia dell’arte le maschere come armi nelle loro contese), un berretto (bianco, nero o bianco a righe verdi) ed una maschera nera. Lui viene rappresentato anche con una barba.
Come le altre maschere, anche a Brighella è dedicata una filastrocca, ossia questa:
“Son Brighella, attaccabrighe.
Ho la casacca con le righe,
righe verdi ed alamari,
sempre le tasche senza denari.
Mangio molto, non spendo mai:
niente soldi e niente guai!”
Oggi non molti bambini (ed anche gli adulti) decidono di vestirsi a Carnevale come una maschera della commedia dell’arte, ma è facile trovare online, per i più piccoli, diversi disegni da colorare di Brighella, di Arlecchino, etc.