Con la guerra in Ucraina, i prezzi del gasolio e del petrolio sono aumentati e c’è, ovviamente, chi si domanda quali saranno le fonti energetiche del futuro. Le alternative sono diverse, e per saperne di più si può continuare a leggere questa pagina.
Le energie rinnovabili
Secondo alcuni studi, entro il 2035 le energie rinnovabili potrebbero rappresentare il 25 % dell’energia mondiale, in particolare quella eolica e solare. Tra queste energie alternative si possono includere:
- l’energia solare, già citata, che tende a crescere sempre di più, e produce energia elettrica grazie ad impianti a basso costo e a basso impatto ambientale;
- l’energia eolica, anch’essa già nominata, che sembra sempre più diffusa in Europa;
- l’energia idroelettrica, una delle fonti energetiche più polite, che sfrutta i corsi d’acqua e potrebbe coprire più del 70 % del fabbisogno energetico di numerosi paesi;
- l’energia mareomotrice, ossia quella prodotta dalle maree, attraverso un sistema a turbine;
- l’energia geotermica, prodotta dal nucleo della terra, che viene generata per processi di decadimento nucleare di uranio, torio e potassio;
- la bioenergia, prodotta con scarti organici, da cui si ricavano dei biocombustibili come il bio-diesel o l’etanolo. Si può fare come esempio l’Inghilterra, che dal 2017 ha cominciato a produrre un carburante usando i fondi di caffè per gli autobus a due piani;
- l’energia delle centrali a idrogeno, che attualmente usano un sistema ibridi per produrre energia elettrica, che comprende sia combustibili rinnovabili che fossili, ed in futuro potranno esclusivamente usare l’energia solare;
- l’energia cinetica, ossia quella che proviene dagli esseri umani, e può diventare una fonte di energia in quanto sempre in più palestre e centri commerciali potranno installare pavimenti che verranno attivati dalle camminate delle persone e convertiti in energia.
Le auto elettriche
Con i prezzi del petrolio aumentati, una soluzione che sembra attrarre sempre di più è quella delle auto elettriche. Esse non necessitano di carburante, infatti, perché si “ricarica” con una presa apposita, come molti altri dispositivi. In media, una sua batteria da 45 kWh ha un costo energetico di 0,20 centesimi per kWh, ed il suo costo di ricarica è di circa 9 o 10 euro, se l’auto è di medie dimensioni. Richiede il 58 % in meno di energia rispetto alle auto normali, e le sue emissioni di Co2 avvengono solo nella produzione delle batterie.
Certo, gli svantaggi non mancano: il loro costo di acquisto è più alto rispetto a quello delle auto a benzina, ed hanno una scarsa autonomia, in quanto bisogna “ricaricarle” dopo 100 o 200 chilometri. E’ anche vero, però, che lo stato italiano per l’acquisto di questi veicoli offre anche degli incentivi, se si acquistano i veicoli di una certa fascia, e gli sconti possono arrivare anche a 9000 euro. Non mancano nemmeno ecobonus per biciclette e monopattini elettrici, che prevedono un contributo massimo di 750 euro.