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Boris Johnson verso larga vittoria, la sterlina ne approfitta

La sterlina negli scorsi giorni ha toccato un nuovo massimo da sette mesi a questa parte contro il dollaro statunitense, con la valuta britannica che è stata spinta verso l’alto, almeno in apparenza, dalla convinzione che le prossime elezioni politiche nel Regno Unito si tradurranno in una maggioranza per il partito conservatore del primo ministro Boris Johnson. Gli ultimi sondaggi sembrano infatti confermare la permanenza di un vantaggio di circa 10 punti percentuali per i conservatori sui laburisti, con un dato che, pur in flessione, sembra garantire una sufficiente tranquillità e la sostanziale assenza di sorprese.

La sterlina è aumentata dell’1,5% contro il biglietto verde negli ultimi tre giorni di trading, raggiungendo poi un massimo di 1,3146 dollari – il livello più forte dall’inizio di maggio. La sterlina inglese è ora sopra la sua media mobile a 200 settimane rispetto alla sua controparte americana. Contro l’euro, la sterlina si è stabilizzata a 84,31 pence, il massimo da maggio 2017.

L’opinione di Soc Gen

Kit Juckes, Global Fixed Income Strategist in Societe Generale, ha dichiarato che la sterlina sta salendo in maniera convincente, con un crescente numero di trader che stanno rimuovendo le proprie posizioni short sulla valuta. A confermarlo sono i dossier della Commodity Futures Trading Commission, pubblicati ogni venerdì, che rivelano come le posizioni netti contro la sterlina siano in costante calo dall’inizio di agosto.

Insomma, gli operatori valutari sembrano credere che un governo guidato dal Partito conservatore di Boris Johnson, con l’impegno a promulgare la Brexit dopo anni di tentennamenti, si rivelerà meno dannoso per l’economia britannica di un governo guidato dai laburisti o di una situazione di particolare incertezza.

Ad una sola settimana dalle elezioni, i dati dei sondaggi suggeriscono che il Partito conservatore stia mantenendo un vantaggio di circa 10 punti percentuali rispetto al partito laburista. In linea di massima, un vantaggio superiore a 6 punti percentuali dovrebbe tradursi in una maggioranza conservatrice nel parlamento del Regno Unito.

Il ministro delle finanze britannico Sajid Javid ha intanto affermato alla radio BBC giovedì scorso che non vi è dubbio nel proprio partito conservatore sul fatto che un “accordo di libero scambio ambizioso, profondo e completo” potrebbe essere concordato con l’UE dopo Brexit nel giro di pochi mesi. Mercoledì scorso, l’ex presidente della Camera dei Comuni John Bercow ha invece sostenuto che è considerabile come “un’assurdità assoluta” il fatto che qualsiasi nuovo governo possa completare Brexit rapidamente.

Nuove indicazioni rialziste

In una nota inviata via e-mail ai propri clienti giovedì scorso, e che sosteniamo positivamente a beneficio di tutti coloro i quali vorrebbero assumere posizioni rialziste sulla sterlina con la piattaforma Trader e altri broker di particolare qualità internazionale, la banca svizzera UBS ha infine affermato che se i conservatori dovessero vincere con un ampio vantaggio, e se un accordo Brexit sarà completato formalmente all’inizio del 2020, allora la sterlina potrebbe salire a quota 1,35 dollari contro il dollaro statunitense. I guadagni oltre questo livello sarebbero stati probabilmente limitati da potenziali “insidie” nei successivi negoziati tra Londra e Bruxelles.

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