Le betulle emettono polline durante determinati periodi dell’anno. Il polline rilasciato dalle betulle contiene semi di dimensioni talmente ridotte da poter essere trasportati dal vento ed essere introdotti nell’organismo con la respirazione.

In certi soggetti, il polline liberato dalle betulle è causa di allergia e determina l’insorgenza di fastidiosi sintomi, simili a quelli di una comune malattia da raffreddamento, esclusa la febbre. Anche altri alberi rilasciano il polline all’inizio della stagione primaverile, il che può rendere difficoltoso riuscire ad indentificare con precisione se si è in presenza di un’allergia alla betulla.

Il periodo dell’impollinazione e della fioritura della betulla coincide infatti con quello dei seguenti alberi:

  • cipresso;
  • noce;
  • quercia;
  • olmo;
  • acero;
  • sicomoro;
  • cedro rosso occidentale;
  • frassino;

Tra i principali sintomi dell’allergia alla betulla troviamo:

  • starnuti a ripetizione;
  • naso che cola;
  • gocciolamento retronasale;
  • affanno;
  • tosse;
  • mal di testa sinusale;
  • lacrimazione;
  • forte prurito a bocca, gola, occhi e naso.

In genere i sintomi tendono ad aggravarsi durante le giornate particolarmente calde e ventose, quando il polline è trasportato con più facilità nell’aria. Nello sviluppo dell’allergia, non conta infatti la vicinanza di boschi di betulle. L’allergia può colpire anche in luoghi dove non sono presenti alberi. Il polline rilasciato dalle betulle nel periodo dell’impollinazione viene trasportato dal vento e dagli insetti per lunghe distanze.

Come in tutte le allergie, il modo migliore e più efficace di prevenire le reazioni allergiche al polline di betulla è evitare l’esposizione al polline quanto più possibile nei mesi primaverili. Ciò significa che invece di andare allo stadio è meglio seguire le partite in televisione e scommettere sui risultati online in apposite piattaforme digitali come NetBet invece di recarsi presso le ricevitorie. Nelle piattaforme di gioco online in genere una sezione è dedicata anche ai videogame e ai giochi per casinò, come slot machine, roulette, baccarat e blackjack.

Sindrome orale allergica

Nei mesi primaverili, quando il polline viene rilasciato dalle betulle, potrebbe anche capitare che certi alimenti acutizzino i sintomi allergici. Se notate che in seguito all’ingestione di determinati cibi i sintomi tendono ad aggravarsi, è consigliabile consultare il medico. Le proteine di determinati cibi sono strettamente legate al polline delle betulle. Il sistema immunitario potrebbe quindi confondere tali proteine degli alimenti per polline e scatenare la reazione allergica. La maggior parte dei soggetti che hanno problemi di allergia alla betulla presentano tale condizione, denominata sindrome orale allergica.

L’allergia alla betulla è pertanto associata alla sindrome allergica orale, che consiste in un problema di allergia alimentare, che interessa il primo tratto dell’apparato digerente. Il sintomo più fastidioso è la sensazione di intenso prurito del cavo orale, che può accompagnarsi anche ad un lieve ingrossamento della lingua e delle labbra, nonché bruciore della gola.

La sindrome orale allergica è originata dall’ipersensibilità nei confronti di determinate proteine presenti nella frutta e nella verdura da parte dei soggetti allergici al polline di betulla. Ciò accade in quanto esiste una reazione crociata tra i pollini di betulla ed alcune proteine presenti negli alimenti. Tali proteine vengono in genere eliminate nello stomaco e la reazione si esaurisce nel giro di un’ora. Non si può comunque escludere che la sindrome orale allergica si evolva in una condizione più grave, ad esempio per quanto riguarda gli allergeni che non vengono eliminati dai succhi gastrici e vengono assorbiti dal sangue.

I sintomi della sindrome orale allergica interessano solitamente la bocca e le labbra, ma possono colpire anche altri parti del sistema respiratorio. I cibi che possono essere erroneamente confusi per polline di betulla dal sistema immunitario sono le patate, i peperoni, il finocchio, il coriandolo, le nocciole, le ciliegie, le prugne, le pere, le mele, i kiwi, il sedano, le carote, le pesche, le noci e le mandorle. In caso di allergia, dopo aver ingerito i sopraindicati cibi avvertirete una sensazione di prurito alla bocca, alla gola ed alle labbra. I sintomi in genere si scatenano nel giro di pochi minuti dopo l’ingestione di tali cibi e persistono per circa un’ora.

Di Marco