Come non pensare ad Antonio Canova quando si pensa al Neoclassicismo? Scultore e pittore, era noto anche come il nuovo Fidia (scultore ateniese del V secolo a.C). Ma cosa si sa della sua vita? E delle sue opere?
La sua biografia
Antonio Canova nacque nel 1757 a Possagno (Treviso), rimanendo orfano di padre in tenera età, e dopo che la madre si risposò venne affidato alle cure del nonno paterno, che esercitava il mestiere di scalpellino. La sua prima formazione proprio nelle botteghe dei tagliapietre della sua città, fino a che ad undici anni lo sculture Giuseppe Bernardi lo portò a Venezia. Fu lì che gli venne commissionate le sue prime opere, riuscendo ad aprire un suo studio.
Nel 1779 si recò a Roma, e nella città dei Papi acquisì nuovi linguaggi sul modello figurativo, trovando il proprio modello nelle sculture greche. In quel periodo, visitò anche gli scavi archeologici, in quanto in quegli anni emersero nuove scoperte, tra cui quelle di Pompei ed Ercolano. Sempre nello stesso periodo realizzò anche due monumenti funebri per due pontefici, Clemente XIII e Clemente XIV. Ad influenzarlo negli anni seguenti fu anche lo stile egizio, che cominciava a dilagare.
Con l’avvento di Napoleone, all’inizio dell’Ottocento, l’artista venne invitato a Parigi, per realizzare un monumento ed un dipinto del Primo Console, raffigurando nelle veste di Marte pacificatore. Dopo la caduta dell’imperatore francese, ricevette l’incarico, da parte delle autorità pontificie, di recuperare le opere d’arte portate da Napoleone in Francia, e riuscì a raccogliere 166 pezzi. Per questo il papa lo nominò marchese d’Ischia, con una pensione annuale di 3000 scudi. Nei suoi ultimi, il rapporto tra lui e lo stato pontificio si incrinarono, e dopo la sua morte, avvenuta a Venezia nel 1822, Leone XIII fece ricoprire le nudità di alcune sue opere.
Le sue opere
Di Canova le opere più note, sono di sicuro il ritratto di Napoleone già citato, Amore e Pische, Apollo che si incorona, Perseo trionfante, Teseo sul Minotauro e la Paolina Borghese come Venere vincitrice.
Tra le sue opere scultoree va di sicuro citata Dedalo e Icaro, una delle sue prime opere importanti, realizzata nel 1779, in cui si vedono padre e figlio che si appoggiano l’uno all’altro, ed oggi l’opera è conservata al Museo Correr. Altra opera nota è le Tre Grazie, realizzata tra il 1812 e il 1819, di cui esistono due versioni, di cui una conservata all’Ermitage di San Pietroburgo e l’altra al Victoria ed Albert Museum di Londra. Nel periodo passato in Francia scolpì anche la Venere italica, oggi esposta alla Galleria Palatina di Firenze.
Non solo molto note le sue opere pittoriche, oltre al quadro di Napoleone, ma un altro dipinto da citare è il suo Autoritratto, del 1790, oggi esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze.