Che la natura sia un alleata della salute è risaputo, ed una terapia che si può fare immersi nel verde è quella giapponese dello “Shirin-yoku”, ossia i “bagni nella foresta”, considerata un caposaldo della medicina preventiva nel suo paese di origine (e non solo). Ma come funziona? A chi fa bene?
I bagni
Questa terapia è nata negli anni Ottanta, in Giappone, e c’è chi l’ha comparata all’aromaterapia. Questi cosiddetti bagni non sono altro che lunghe passeggiate nei boschi, effettuando delle soste sotto le fronde degli alberi per sfruttarne il potere terapeutico. Perché sia efficace, è necessario restare nel bosco per quattro ore e percorrere almeno cinque chilometri.
Fare questi bagni, quindi, è semplice: basta anche poter trovare un parco vicino casa e camminare per almeno cinque chilometri (misurabili anche con i nuovi smart watch o app sul proprio smartphone), e di sicuro in Italia non mancano gli spazi verdi da percorre, considerando il numero di parchi nazionali, tra cui quello d’Abruzzo, “il polmone verde d’Italia”, oppure quello delle Cinque Terre, in Liguria, riconosciuto come Patrimonio Mondiale dall’Unesco.
I benefici
C’è chi non la definirebbe proprio una terapia medica, ma i suoi benefici sono stati comprovati. Nel 2010, degli scienziati hanno effettuato degli studi in cui hanno scoperto che quando le persone passano un certo lasso di tempo in un ambiente naturale, in particolare parchi è foreste, la risposta immunitaria aumenta. Chi si reca in una foresta e fa respiri profondi ottiene numerosi benefici, come la diminuzione della frequenza cardiaca, dello stress, della pressione sanguigna e il cortisolo si concentra in maniera inferiore, così da curare anche la depressione. Tale benefici sono legati al legno degli alberi, che rilasciano nell’aria monoterpeni e fitoncidi che aiutano a proteggersi dagli insetti e del marciume, e fanno bene anche all’organismo umano, in particolare quelli rilasciati dalla quercia, dal leccio e dal faggio.
Oltre ai benefici fisiologici e psicologici, tale terapia ha anche benefici cognitivi, perché sembrano anche diminuire la confusione e la fatica mentale, e favorendo la concentrazione, che permette così di studiare e lavorare meglio. I benefici, poi, si possono estendere anche alla sfera sociale, culturale e spirituale.
E’ anche il genere di terapia che può fare chiunque, visto che per farla correttamente basta camminare a passo moderato, in un ambiente che si percorre facilmente, armandosi solo di un buon paio di scarpe da indossare, il che la rende una cura preventiva anche economica. Bisogna tenere presente, tuttavia, che lo Shirin-yoku non è una forma di allenamento ed a parte un conta-passi (o un orologio) non sono necessari ulteriori tecnologie che di solito si usano per supportare la propria attività fisica. Non è nemmeno, quindi, uno sport competitivo e non bisogna farsi influenzare dalle esperienze altrui, ma ognuno deve vivere la propria.