Sono più di 472000 gli italiani che risiedono in Inghilterra e molti, probabilmente, si chiedono come funziona il sistema pensionistico inglese. Per saperne di più, si può continuare a leggere questa pagina.

I piani pensione

Il sistema delle pensioni inglesi si suddivide in due sezioni principali. Una è la State Pension, la pensione statale il cui importo minimo per raggiungere l’età pensionistica è di almeno dieci anni di contributi, il che significa che per il massimo bisogna versare trentacinque anni di contributi. Una pensione del genere, tuttavia, può essere comunque insufficiente.

L’altra sezione riguarda le Private pension, che si suddivide e sua volta per:

  • Individual pension, il cui valore dipende da quanto il pensionato è stato pagato e del grado di rischio relativo all’investimento di tale pensione. In questo caso i contributi minimi sono flessibili e le tasse coperte;
  • Worplace pension, per cui i datori di lavori, dal 2018, forniscono ai loro dipendenti uno schema del piano pensionistico, a cui si iscrivono se rientrano in determinati parametri.

Sono due le principali ragioni per il sistema delle pensione nel Regno Unito è piuttosto peculiare. Da una parte, esso fa investimento di natura previdenziale delle famiglie, e dall’altro lato, fondi pensioni ed assicurazioni, in questo paese, influenzano maggiormente il mercato azionario rispetto ad altri paesi.

L’età pensionabile ed altre informazioni

Dal 2020, sembra che l’età pensionabile si sia alzata a 66 anni, ma nel 2044 potrebbe arrivare a 68 anni. Una pensione statale, attualmente, può ammontare a circa a 8750 sterline l’anno (ovvero 10500 euro).

L’importo è diverso, ovviamente, per i dipendenti o liberi professionisti, che comunque possono disporre di un piano pensionistico. E’ ovvio che l’ammontare dei contributi dipende dal proprio lavoro, ed Inghilterra, tra i lavori maggiormente retribuiti ci sono i broker, i dirigenti di aziende, i direttori di marketing, i piloti di linee aeree, i controllori del traffico aereo, gli avvocati interni, i medici, i direttori di compagnie nel campo delle telecomunicazioni e i responsabili e gli amministratori di istituti finanziari.

In seguito alla Brexit, ovvero la legge che prevedeva l’uscita del Regno Unito dall’Europa, gli italiani (ed altri stranieri) che vogliono lavorare in Inghilterra, dal primo gennaio del 2021, devono avere una specifica competenza di un determinato settore, percepire un salario minimo di 25600 sterline all’anno, richiedere un visto lavorativo del governo ed avere un buon livello di istruzione, per lavorare nel paese e per riceve, un giorno, la pensione. Particolare è stato il caso di un italiano in Inghilterra da 68 anni (e che oggi ne ha 95), Antonio Finelli, che ha percepito la pensione per trentadue anni. Egli ha dovuto presentare ottanta pagine di estratti conti bancari per poter restare nel paese. Tale fatto, ha creato non poca preoccupazione agli altri pensionati italiani che risiedono nel paese da molti anni.

Di Claudia