Le arti marziali giapponesi comprendono diverse discipline ed alcune comprendono l’uso delle spade. Ma quali sono queste ultime? Dove si possono praticare in Italia?

Le arti marziali in cui si usa la spada

L’arte marziale giapponese più famosa, che prevede l’uso della spada, è sicuramente il Kendo, che prevede l’uso della katana giapponese. Essa nacque nel medioevo in Giappone, ma la forma che si conosce oggi viene praticata dagli anni Venti del Novecento, ed alla base di questa pratica c’è sempre il disciplina la propria mente per combattere al meglio. Esso prevede otto livelli ed in Italia cominciò a diventare nota negli anni Ottanta.

Un’altra pratica nota è l’Iaido, influenzata dalla dottrine zen. All’inizio, essa rappresentava uno scontro mortale tra due samurai, ma oggi può essere praticata da tutti, sia uomini che donne, senza limiti di età. Il Kenjutsu, invece, si differenzia dall’Iaido per le sue tecniche, che sono molto più molteplici, in quanto era un’arte che veniva usata soprattutto in guerra.

Tra le altre arti di combattimento con la spada si possono anche includere:

  • il Tantojutsu, che prevede l’uso di pugnali con guardia, ed era spesso usato per i combattimenti corpo a corpo, e poi adottato in diverse scuole di lotta;
  • il Tojutsu, in cui si possono usare spade di diverse forme e dimensioni, purché non abbiano delle particolari curvature, come le sciabole. Spesso viene confuso con il Kenjutsu, ma quest’ultimo prevede solo l’uso della spada con una lama dritta;
  • lo Iaijutsu, che non è un’arte marziale aggressiva, ma piuttosto è basata sul contrattacco, e sembra che lo Iaido già citato sia una sua versione moderna.

Il CIK

In Italia è possibile trovare diversi centri sportivi che propongono corsi di queste arti, ma a promuoverle è il CIK, ovvero la Confederazione Italiana Kendo, che nello specifico si interessa delle discipline Kendo, Iaido, Jodo (che prevede l’uso del bastone) e la Naginata Do, che prevede l’uso della nota lancia giapponese.

Questa associazione nacque nel 1988, dall’accordo tra altre due associazioni che promuovevano il Kendo, ovvero l’AIK (Associazione Italiana Kendo) e la FENIKe (Federazione Nazionale Italiana Kendo). Essa include diversi maestri e istruttori che insegnano questa disciplina e da anni partecipa a diverse competizioni. Essa include diverse accademie in cui si praticano queste arti marziali, come l’Accademia Romana Kendo, situata a Roma, o l’AIK Budokan di Milano.

C’è da dire che la costante pratica di discipline come il Kendo, porta numerosi benefici, che non riguardano solo la forma fisica, ma anche dei risultati a livello mentale e spirituale. Le arti marziali giapponesi, infatti, si basano sulla disciplina fisica e mentale, e su dei principi che variano a seconda della disciplina. Il Kendo, ad esempio, si basa sulla stima della cortesia umana e dell’onora, sull’associarsi agli altri con sincerità e conoscersi meglio per migliorare se stessi.

Di Claudia