In molti conoscono il personaggio di Ettore per aver studiato l’Iliade a scuola. Questo personaggio può essere il prototipo sia di un eroe che del bravo padre. Ma cosa si sa della vita di Ettore prima della guerra? Cosa accade a sua moglie e suo figlio?
La vita di Ettore
Ettore era il primogenito di Priamo ed Ecuba, sovrani di Troia. Di lui si sa che sposò Andromaca, principessa della Cilicia, che gli diede un figlio, Astianatte, soprannominato Scamandro. Del suo aspetto fisico, si sa solo che Omero lo definisce “dalla negra chioma”, e di tutti gli eroi del poema è sicuramente il più umano.
Il principe troiano partecipa, poi, alla guerra di Troia, e viene ucciso da Achille, dopo che lui a sua volta ha ucciso Patroclo, cugino dell’eroe greco. Commoventi e strazianti, nell’opera omerica, sono le scene riportate in cui Ettore dice addio alla moglie e al figlio, e del dolore provato da Andromaca e dai genitori. A reclamare il corpo del figlio, è suo padre Priamo, che abbraccia in ginocchio Achille e questi, impietosito (e forse pensando al padre che nemmeno lui rivedrà), acconsente a restituirlo.
Ettore in altre opere
Sono in molti gli scrittori che hanno ripreso la figura di Ettore nelle loro opere, e tra essi non poteva di sicuro mancare Dante, che pone l’eroe con suo cugino Enea nel limbo, dove riposano le anime di personaggi illustri ma che non hanno ricevuto il battesimo. Shakespeare, pone Ettore nel suo Troilo e Cressida, in cui l’eroe cerca di distogliere il fratello da Elena e viene uccido da Achille, come nell’Iliade, nel quinto atto.
Ne Dei sepolcri, di Ugo Foscolo, Ettore è citato in questi versi: “E tu onore di pianti, Ettore, avrai,/ ove fia santo e lagrimato il sangue/ per la patria versato, e finché il Sole/ risplenderà su le sciagure umane”.
Guardando nella letteratura moderna, un libro da citare è sicuramente Omero, Iliade di Alessandro Baricco, dove si può trovare la figura di Ettore. Nel libro di Baricco, la guerra di Troia viene narrata per lo più da personaggi che si possono definire secondari, nell’opera originale. Uno di questi è la nutrice di Astianatte, il figlio di Ettore ed Andromaca, che descrive il momento in cui il principe troiano lascia moglie e figlio per andare a combattere.
Per descrivere Ettore e la scena di addio alla moglie al figlio (ma anche del suo scontro contro Achille), non sono stati sprecati solo fiumi di inchiostro, ma anche di colori per i quadri, e tra questi si possono citare:
- Separazione di Ettore e Andromaca, dipinto in olio su tela da Antonio Cavallucci, nel 1773, e conservato oggi nell’Accademia di San Luca a Roma;
- Ettore e Andromaca, di Antonio Zucchi, realizzato sempre nel 1773;
- Ettore e Andromaca, di Giorgio De Chirico, la cui scena dell’addio dei due sposi è reinterpretato in visione metafisica, realizzato nel 1917.