Quando si parla di cartolarizzazione si fa riferimento ad un processo di cessione di attività o passività, di beni, debiti o crediti, ed in Italia i suoi criteri sono stabiliti dalla legge 130 del 1999. Ma come funziona quella dei crediti? Chi può farla?
Come funziona la cartolarizzazione
A prescindere che sia per mutui o crediti, la cartolarizzazione avviene, generalemente, per quattro fasi, ovvero:
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la selezione di un portafoglio di attività che vogliono produrre liquidità;
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la cessione di crediti di un soggetto a delle società di veicolo, queste ultime note semplicemente come SPV;
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l’emissione di titoli, collocati da qualificatori professionali;
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il pagamento dei titoli, messi sul mercato, se la cessione ha esito positivo.
In Italia, questa procedura viene utilizzata da banche ed enti pubblici, in modo che piccole e medie imprese possoano accedere al mercato dei capitali, con offerte vantaggiose.
Oltre ai crediti e i mutui, anche gli immobili possono essere soggetti a cartolarizzazione, se si fa una ricognizione del patrimonio del soggetto esterno e si costituisce una società di veicolo.
I vantaggi di questa operazione
Questo processo può risultare vantaggioso in quanto le attività del portafoglio possono essere cancellate dalle finanze del cedente. Tali vantaggi possono estendersi anche alle istituzioni finanziarie, in quanto ne libera il capitale, e la cartolarizzazione può offrire dei rating creditizi a costi bassi, che si distinguono in varie classi, a partire dalla AAA.
Con la crisi, diverse autorità in europa consigliano la cartolarizzazione come mezzo per rivitalizzare i prestiti alle piccole imprese, ed in Italia, queste ultime e le medie imprese possono accedere ai mercati grazie all’emissione dei titoli per mezzo di questa procedura ed altre condizioni economiche vantaggiose.