Un’alternativa al velo da sposa può essere sicuramente un cappello, ideale per chi decide di adottare uno stile vintage. Nell’Ottocento, non era insolito per le nobildonne indossarlo, anche il giorno delle nozze, ma è negli anni Settanta che questo capo cominciò ad andare di moda. Ma quanti tipi di cappelli ci sono? A chi stanno bene?
I tipi di cappelli da sposa
Questi cappelli sono adatti sicuramente ad abiti dallo stile romantico, ma è importante, più dello stile, valutare l’altezza della sposa, per scegliere il tipo di cappello. Le spose più alta, dovrebbero optare per quelli a tese larghe, scartando quelli alti, mentre le spose di altezza più piccola dovrebbe optare per modelli più strutturati. E’ bene, poi, che l’abito da sposa a cui lo si abbina non sia troppo elaborato, ed è bene portarlo durante il giorno.
Ce ne sono comunque di diversi tipi, e quelle a tese larghe possono sicuramente essere una buona alternativa al velo, ma non mancano nemmeno quelli in stile retrò, come il cappellino con la veletta. Nel 2009, poi, una modista giapponese a proposto il fashinator, che non è proprio un cappello, ma un’insieme di diverse decorazioni montate con una fascia o una clip.
I modelli e come abbinarli
Come è già stato accennato prima, i cappelli da sposa andrebbero indossati per dei matrimoni che si tengono di giorno e magari all’aria aperta. Per le cerimonie estive, magari sulla spiaggia, sono indicati quelli di paglia, a tesa larga, adatti per abiti anche raffinati.
Adatto a una cerimonia in chiesa e in comune, è sicuramente il cappellino con la veletta, semplice oppure con fashinator, va bene anche per un tailleur o un abito da sposa corto. Originale e sempre in linea con lo stile vintage è il cappello a cilindro bianco tea party, con veletta o decorato con fiori, adatto a tutte le stagione e per abiti dal design classico.
In campagna, le più “temerarie” possono scegliere un cappello in stile cowboy, con tanto di velo e/o una decorazione di fiori, abbinato a un abito da sposa ricamato con motivi naturali o floreali, in pizzo, e preferibilmente di un modello stretto.
L’importante è ricordare che più lavorato è l’abito, più semplice deve essere il modello del cappello, e a differenza del velo, questo deve essere integrato all’acconciatura.