La violenza sulle donne è un vero problema e può sfociare nel femminicidio, ma ci sono donne che si sono rivolte ad un centro antiviolenza e hanno saputo far nascere un progetto come mezzo di riscatto e questo si chiama “Cuoche combattenti”. Per saperne di più, si può continuare a leggere questa pagina.

Come è nato il progetto

A far nascere il progetto di “Cuoche combattenti” è stata Nicoletta Consentino. Come molte altre donne, anche Nicoletta è stata vittima di violenza da parte del compagno, e decise di rivolgersi ad un centro antiviolenza di Palermo, dove viveva. Lì ha potuto vedere la sua storia in una prospettiva diversa, e capì di essere una vittima come altre donne che si rivolgevano al centro, intrappolate in un legame tutt’altro che amoroso.

Decise, allora, di aiutare se stessa e le altre donne come lei a ricominciare da capo e così, nel 2017, fondò l’associazione “Cuoche combattenti”, aprendo un laboratorio di produzione alimentare, in modo che le vittime di violenza come lei potessero ricominciare guadagnandosi da vivere. In questo modo, nacque un nuovo marchio per conserve, biscotti, etc, e tale etichetta è diventata così un simbolo anti-violenza.

I prodotti

Tramite questa associazione ed azienda, le donne che vi lavorano acquistano competenze personali e lavorative, nonché capacità imprenditoriali. I prodotti realizzate, inoltre, sono prece da ricette tradizionali, e si usando materie prime a chilometro 0, proveniente da coltivazioni biologiche.

Con il lavoro, le donne acquisiscono anche consapevolezze, ovvero che la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica, che può succedere a chiunque e la violenza psicologica ha vari alleati. Il silenzio imposto da chi abusa non è il solo problema da superare, ma anche la silenziosa omertà del tessuto sociale che circonda e la cultura di un amore romantica si lega a un complesso di amore assoluto che porta anche gli uomini a non accettare la separazione. Anche la dipendenza economica è provocata dall’abusante e la paura perpetrata per anni, a volte, diventa più psicologica che fisica.

Tra i prodotti di questo laboratorio sono inclusi il pesto di melanzane, la confettura di cipolle rosse, di pere e noci, di prugne settembrine e di mele nocciole, oltre a crackers di farina di grano di Maiorca e al pesto di basilico, frollini vegani, mandorle pralinate e dolcetti di pasta di mandorle e pistacchio. In tale produzione sono comprese anche delle borse bianche e nere e un box regalo, e si possono acquistare tramite il sito dell’associazione.

Di Claudia