Gaio Cesare Augusto Germanico, noto a tutti con il soprannome di Caligola, fu il terzo imperatore di Roma, e le fonti lo hanno descritto come un despota stravagante. Ma per quanto ha regnato? E’ stato ucciso?

La sua vita

Caligola risulta nato il 31 agosto, nel 12 d.C., da Germanico Giulio Cesare ed Agrippina Maggiore, e per i primi quattordici anni della sua vita visse a Roma. Durante la sua adolescenza, la sua famiglia si spostò sul fronte germanico, dove venne inviato suo padre, e successivamente in oriente. Dopo la morte del padre, nel 19 d.C, lui e sua madre fecero ritorno in Italia.

Dopo l’esilio di sua madre nel 29, va a vivere con la sua bisavola e, dopo la morte di quest’ultima si reca a Capri, dove si sposa con Giunia Claudia, morta di parto cinque anni dopo il matrimonio. Nel 37 ascende al trono, probabilmente dopo aver avvelenato l’imperatore Tiberio, già in precarie condizioni di salute. L’anno dopo, impegnato nella sua ascesa al potere, si risposa una seconda volta, ma divorzia mandando la consorte, Lollia Paolina, in esilio.

Tra i suoi primi atti pubblici vi è l’espulsione dei pervertiti sessuali dall’Urbe, il completamento di vari monumenti e l’aumento delle esportazioni di grano dall’Egitto. Nel 39, convola a nozze con Milonia Cesonia, dalla quale ha una figlia, Giulia Drusilla.

La morte di Caligola

Sono diversi i testi che riportano la “pazzia” e gli atti violenti di Caligola. Celebre è l’episodio del cavallo, che l’imperatore romano si ripromise di far diventare console. Dal 38 inizia il suo declino, e lo si accusa di giacere con mogli degli aristocratici romani, di uccidere per divertimento e di dilapidare il patrimonio statale. Nel 40, poi, Caligola si autoproclama “re“, fatto aberrante per gli antichi romani, che dopo Tarquinio Superbo hanno sempre disprezzato la figura del re e la monarchia, e l’imperatore comincia ad apparire in pubblico vestito come divinità del pantheon romano, come Ercole o Apollo. Si può ricordare, infatti, la sua frase “sebbene vesta i panni di Gaio Caligola, io sono tutti gli uomini e nessun uomo allo stesso tempo e quindi sono Dio”.

L’autore latino Sventonio, nel suo libro dedicato alla vita dell’imperatore, riporta che molti aventi preannunciarono la morte di Caligola, come l’abbattimento di fulmini sia a Capua che al tempio di Apollo, sul Palatino, proprio come avvenne per Cesare. Sembra, comunque, che in tre avessero organizzato il suo assassinio, e tra di essi vi era il tributo Cassio Cherea. Non erano pochi, tuttavia, senatori, militari e cavalieri che fossero a conoscenza di tale attentato. Il 24 giugno 41, avviene l’assassinio, durante i ludi palatini, presso il teatro mobile, da parte di un gruppo di pretoriani.

Dopo la morte di Caligola, erano pochi i suoi familiari sopravvissuti alla sua follia, e tra questi vi era Claudio, suo zio cinquantenne, che fu proclamato imperatore dopo di lui. Caligola venne quasi sicuramente sepolto nel mausoleo di Augusto, che nel 410 venne violato durante il Sacco di Roma da parte dei Visigoti, e le ceneri del suddetto imperatore vennero disperse.

 

Di Claudia