Tecnologia

Automazione industriale e industria di processo: la situazione italiana oggi

Da diversi anni il settore industriale è alle prese con una difficile trasformazione, per implementare le nuove tecnologie in tutti i processi produttivi e mettere in pratica l’attesa rivoluzione industriale. Il piano pubblico in merito all’Industria 4.0 era partito bene, tuttavia nell’ultimo anno abbiamo assistito a un lento ma progressivo rallentamento del mercato dell’automazione industriale.

Le problematiche legate all’automazione industriale

Il settore sta passando un momento difficile, a causa della crisi internazionale scaturita dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. L’amministrazione del Governo Trump sta cercando di tutelare il comparto industriale americano, rallentando il predominio tecnologico cinese ormai sempre più ai vertici nel campo delle tecnologie applicate all’industria.
Dopo 2 anni di braccio di ferro l’inizio del 2020 sembra aver portato i primi segnali di distensione.

In questo scenario, però, va ad aggiungersi anche la recente emergenza sanitaria, con la pandemia di Covid-19 che ha inflitto un duro colpo al comparto industriale. I governi di mezzo mondo sono impegnati in campagne a sostegno di famiglie e imprese, oltre al supporto delle strutture sanitarie, dovendo fare i conti con un debito in aumento, un’economia in recessione e fondi sempre più scarsi per incentivare l’innovazione industriale.

Le agevolazioni sono invece fondamentali per il comparto, in quanto offrono certezze alle imprese e sostengono gli investimenti privati, essenziali per integrare le nuove soluzioni tecnologiche di automazione. Dopo 6 anni di crescita il mercato è al momento in difficoltà, soprattutto a causa delle numerose incognite legate al futuro e all’impatto del coronavirus nei prossimi mesi, mostrando un lieve rallentamento.

Nel 2018 il risultato messo a segno dalle industrie italiane era stato significativo, tuttavia nel 2019 è arrivata la prima brusca frenata, sebbene non abbia colpito in modo uguale tutte le attività. Dopo una chiusura in ripresa è giunta la pandemia, con il relativo clima di incertezza che avvolge oggi il settore dell’automazione industriale applicata.

La situazione attuale del mercato dell’automazione industriale in Italia

Al momento la situazione delle industrie italiane è alquanto variegata, con alcuni comparti in forte crisi e altri che invece mostrano una condizione piuttosto positiva. I settori più in difficoltà sono quelli legati alle esportazioni, un mercato estremamente importante per il nostro Paese con un peso considerevole nella bilancia commerciale.

Le aziende italiane esportano tecnologie soprattutto in Europa, principalmente in Germania, Spagna e Francia, tutti paesi duramente colpiti dall’emergenza sanitaria. Al contrario il comparto software è riuscito a mantenersi a galla, evitando la recessione per il momento, anzi mostrando una tendenza in lieve aumento grazie alla spinta dell’IoT (Internet of Things).

Un altro settore che ha chiuso il 2019 senza gravi perdite è la lavorazione dei profilati in alluminio, con una richiesta che si è tenuta stabile nel mondo. In questo campo le aziende italiane rappresentano senza dubbio un’eccellenza, in grado di proporre strutture in alluminio ad altissimo valore aggiunto, vendendo sia sul mercato interno che esportando in Europa e nei paesi extra UE.

Le proposte al vaglio per il rilancio del piano Industria 4.0

L’innovazione tecnologica al centro della rivoluzione industriale sta attraversando un momento difficile, nonostante alcuni settori siano riusciti finora a scampare alle conseguenze delle ultime crisi. Il problema principale è legato agli incentivi pubblici, con un peso diventato quasi insostenibile di alcuni programmi vincolati al piano Industria 4.0.

Tuttavia il settore ha bisogno del sostegno pubblico, un supporto indispensabile per andare avanti con l’automazione industriale e aiutare le imprese ad essere più competitive sul mercato internazionale. Per uscire da questo impasse una proposta arriva direttamente da Confindustria, tramite le parole del nuovo presidente Carlo Bonomi, in carica a partire dal prossimo 20 maggio.

Secondo Bonomi, il piano Industria 4.0 (oggi Transizione 4.0) è strategico per il Paese e deve rimanere al centro delle politiche pubbliche dei prossimi anni, ma deve essere adeguato al nuovo scenario dettato dalla pandemia di Covid-19. In particolare il sistema del credito d’imposta si è rivelato inefficace, mentre potrebbe risultare più efficiente passare a un modello con un recupero degli investimenti più veloce.

Il focus dovrebbe essere l’adozione di un sistema sostenibile per le aziende, affinché possano investire senza esporsi eccessivamente a livello finanziario o senza attendere troppo per il recupero delle somme. È importante sottolineare come l’automazione industriale è essenziale in questo momento, in quanto rappresenta l’unica soluzione per arginare la diminuzione della produttività e l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.

L’importanza di continuare a puntare sull’automazione industriale

Nonostante il difficile periodo è indispensabile continuare a investire nell’automazione industriale applicata, per mantenere i livelli di competitività richiesti da un mercato sempre più globalizzato. I benefici dell’innovazione tecnologica sono numerosi, infatti, dalla maggiore flessibilità dei processi produttivi ad una velocità più elevata nel passaggio dalla progettazione alla realizzazione del manufatto.

Allo stesso tempo sistemi industriali più avanzati, con l’impiego di robot, software e tecnologie di intelligenza artificiale, consentono di migliorare la qualità e contenere i costi. Non è un caso che tali programmi siano presenti in tutti i paesi occidentali, dagli Stati Uniti alla Germania, alimentati con ingenti finanziamenti pubblici rivolti alla ricerca e agli investimenti innovativi.

Senza una cabina di regia e soluzioni adeguate anche aziende di settori che stanno resistendo alla crisi, come Fratelli Frigerio nel comparto dell’automazione industriale e delle lavorazioni in alluminio, potrebbero non reggere la sfida e perdere quel know-how che ne ha contraddistinto l’ascesa sul mercato. È urgente dare certezze alle imprese, affinché possano continuare a investire con benefici e ricadute sull’intera economia italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *