cellulare con icona di posizione adagiato su mappa
Tecnologia

Keepers: una app contro il bullismo alleata dei genitori

Oggi il mare di internet oltre a offrire tantissime opportunità presenta anche molte insidie soprattutto per i ragazzi. Il fenomeno del cyberbullismo è senza dubbio una minaccia reale per i ragazzi, che costantemente utilizzano la rete per comunicare tra loro, ampliare le loro conoscenze o semplicemente per svagarsi nel tempo libero.
I dati raccolti parlano di circa il 40% di abusi online ricevuti, e di questi solo il 22% viene denunciato visto che c’è una certa resistenza a parlarne in famiglia con i propri genitori.

Keepers nasce con l’intento di prevenire tutto questo, diventando un valido aiuto per i genitori e per i figli. Attraverso questa applicazione i genitori potranno sapere in tempo reale se sullo smartphone del proprio figlio arrivano messaggi pericolosi, con parole che possono rappresentare insulti o minacce.

Come nasce Keepers

cellulare con icona di messaggio pericoloso

Questa applicazione vede la luce nel 2017 in Israele, grazie all’idea di Arik Budkov uno dei tre fondatori della start up insieme a Hanan Lipskin e Doron Yaakobi. Dopo un episodio di bullismo che ha visto vittima un amico del figlio, è nata l’idea di creare una app che potesse evitare tutto questo.
A pochi mesi dal lancio sul mercato l’applicazione è riuscita a bloccare sul nascere diversi casi di cyberbullismo, evitando quindi guai seri ai ragazzi finiti nel mirino del bullo di turno. Diversi, poi, sono stati i premi internazionali attribuiti a questa applicazione innovativa e tra questi spiccano sicuramente:

  • il Tesla University World Cup, che si è svolto a Copenaghen nel 2017;
  • l’Horizon 2020, che è un programma europeo che finanzia le PMI legate all’innovazione ed alla tecnologia;
  • il Go-Heroes, altra manifestazione che vede protagoniste le startup, tenutasi a Maratea nel 2016.

Come funziona questa applicazione

Il primo passaggio da fare è quello di scaricare l’applicazione sullo smartphone dei genitori e poi subito dopo di fare la stessa operazione su quello di vostro figlio. Questo passaggio diventa fondamentale per poter consentire all’applicazione di poter fare il suo lavoro, contrastando qualsiasi pericolo che può insorgere.
E infatti non appena sullo smartphone del ragazzino arriveranno messaggi dai maggiori social come per esempio Whatsapp, Facebook, Telegram, Snapchat, con all’interno parole offensive o volgari, l’app invierà una notifica sul telefono cellulare dei genitori.

Grazie ad un algoritmo NLP basato sull’intelligenza artificiale, Keepers analizzerà le frasi parola per parola, in italiano, in inglese e nei maggiori dialetti, e attraverso un vocabolario con oltre 4 mila parole sempre aggiornato segnalerà quelle che ritiene pericolose. La stessa applicazione determinerà il grado di pericolosità assegnando un punteggio che potrà variare anche in base all’età del bambino.
Questo meccanismo consentirà di rispettare in primis la privacy del bambino, visto che non comunicherà mai i messaggi di testo ma segnalerà solo le parole pericolose, e al tempo stesso non bersaglierà i genitori con notifiche inutili. Oltre a non svelare le conversazioni, come detto, Keepers non mostra neanche le immagini personali che sono sullo smartphone del ragazzo.

Tra le altre funzionalità presenti su questa applicazione segnaliamo la possibilità di monitorare il tempo di utilizzo delle applicazioni installate sullo smartphone di vostro figlio, i contatti non richiesti da estranei e tutti quei siti web che offrono in rete contenuti per adulti oppure offensivi.

La app, poi, fornirà al papà e alla mamma una sintesi del numero di messaggi ritenuti pericolosi, che possono essere divisi per giorno, per settimana o per mese, tutti suddivisi per grado di pericolosità.

L’applicazione Keepers offre ai genitori anche la possibilità di poter monitorare la posizione del proprio figlio in tempo reale, sfruttando il sistema di geolocalizzazione dello smartphone. Oltre a questo ogni genitore, che ha scaricato e installato la app sul proprio smartphone, potrà selezionare anche una zona ben precisa delimitandola, e una volta che il proprio figlio uscirà fuori da questi confini, l’applicazione invierà una notifica immediatamente.

Tra le varie funzioni offerte da Keepers c’è anche quella del monitoraggio dello stato della batteria che, una volta arrivato sotto il 10%, avvertirà il genitore, così se il telefono è in modalità offline.
Keepers una volta installata sullo smartphone del bambino, non potrà essere disinstallata dallo stesso. Per effettuare questa operazione occorrerà un codice segreto a disposizione solamente dei genitori sulla propria applicazione, che viene rilasciato al momento dell’installazione.

La Normativa GDPR con crittografia end-to-end

Keepers Child Safety è conforme alla normativa GDPR con crittografia end-to-end. L’applicazione non utilizzerà mai in maniera impropria le informazioni personali. Keepers limita al massimo la raccolta e l’utilizzo dei dati personali dell’utente, puramente per aiutare a proteggere i bambini dai pericoli che si possono trovare online. Keepers si assicura inoltre di essere in grado di aggiornare e migliorare le funzionalità dell’app per migliorarla e renderla ancora più sicura.

Ad ormai tre anni dall’introduzione della legge 29 maggio 2017, n. 71, che si occupa del fenomeno del cyberbullismo: “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” si può stilare un bilancio. Il numero delle denunce di minori nel 2019 è aumentato rispetto agli anni precedenti arrivando a 460 vittime di cyberbullismo, mentre sono 136 i minori denunciati. Un dato in crescita rispetto agli anni precedenti: 388 vittime e 60 denunce nel 2018, 358 vittime e 53 denunce nel 2017. L’articolo 1, comma 2, della legge definisce il cyberbullismo come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

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