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Tutto quello che c’è da sapere sul saldatore a stagno

Tutti ci siamo ritrovati almeno una volta nella vita ad aver bisogno di riparare qualche apparecchiatura elettronica e nello stesso momento ci siamo accorti della necessità di avere sottomano un saldatore a stagno. Difatti, il saldatore a sagno è uno degli strumenti più utilizzati nel campo dell’elettronica; è importante, se non fondamentale, per tutti quegli interventi necessari su questo tipo di apparecchiature. Attraverso il saldatore possono essere saldate, mediante l’utilizzo dello stagno, differenti parti elettroniche o semplicemente anche una comune presa per la corrente. Il principio di funzionamento è semplice così come è elementare il suo utilizzo tanto da essere utilizzabile anche da neofiti dell’elettronica.

Come funziona un saldare a stagno

Il meccanismo di funzionamento del saldatore a stagno è alquanto elementare ed è determinato dal riscaldamento mediante resistenza di un supporto metallico che sarà utilizzato per sciogliere lo stagno, un metallo che ha una temperatura di fusione di 231,9° e che quindi passa allo stato liquido con estrema facilità e può essere utilizzato come “legante” per connettere parti elettroniche o elettriche in modo ottimale. Nei modelli più economici il saldatore è rappresentato dal supporto metallico, dall’impugnatura e dalla resistenza che necessita di essere collegata alla rete elettrica mentre nei modelli professionali una stazione saldante permette di regolare la temperatura ed eventualmente di dissaldare ed aspirare lo stagno attraverso un apposito utensile.

Come scegliere il migliore saldatore

Innanzitutto è importante definire il tipo di utilizzo del saldatore. Per usi sporadici e non professionali ci si può orientare verso un modello economico dal costo di pochi euro mentre per un uso professionale è necessario orientarsi su stazioni saldanti più complesse e costose. Il saldatore Weller ad esempio è uno dei prodotti più venduti ed economici sul mercato; questo saldatore a stagno è ideale per il fai da te e per utilizzi non professionali e nonostante il prezzo è dotato di una micro lampada a led per illuminare meglio la superfice da saldare. Nonostante il prezzo e la semplicità dell’apparecchio assicura performance “professionali” e soddisfacenti tanto da renderlo un best seller.

Modelli a confronto

Tra i modelli più economici il saldatore Weller è una delle migliori soluzioni per chi vuole acquistare uno strumento funzionale ed allo stesso tempo dal costo contenuto. A qualche euro in più può essere acquistato un saldatore Esolom che permette la regolazione della temperatura fino a 480° ed è venduto in una comoda valigetta con altri strumenti utili per effettuare saldature funzionali ed efficienti. Possiede 5 punte di diversa grandezza che permettono di operare con accuratezza su supporti di diversa grandezza. Per chi è in cerca di un pacchetto con diversi utensili e strumenti per la saldatura il kit saldatore a stagno Out Life è la soluzione ideale. Oltre al saldatore nella valigetta sono presenti un tester, pinze e cacciaviti, filo di stagno, supporto per il saldatore ed altri utili strumenti. Per meno di 10 euro ci si può orientare verso un semplice saldatore Fix point di piccole dimensioni e in grado di raggiungere i 385°; un buon compromesso tra economicità e qualità.

Consigli per una saldatura perfetta

Effettuare saldature a stagno è abbastanza semplice ma è necessario tenere presente alcune considerazioni. In primis lo stagno deve essere fuso ad una temperatura ideale per evitare che la saldatura non attecchisca e che si produca la cosiddetta saldatura a freddo. In questo caso è necessario che la temperatura sia in grado di fondere il filo di stagno con facilità per connettere le due parti in modo ottimale ed evitare malfunzionamenti o distacco dello stagno. Il colore dello stagno ci può dire se la nostra saldatura è stata effettuata correttamente: un colore lucido e brillante indica una corretta saldatura mentre una superfice opaca ed irregolare sta ad indicare che la quantità dello stagno è eccessiva e che la saldatura non ha raggiunto un punto di fusione uniforme.