Essenziali per la salute dell’occhio, le palpebre proteggono il bulbo oculare assicurando la corretta distribuzione delle lacrime attraverso i condotti lacrimali. Tuttavia, possono essere sede di molteplici patologie. Tra i disturbi che interessano quest’area c’è l’orzaiolo, un’infezione acuta focale, che si manifesta come una formazione purulenta localizzata alla radice di un ciglio.
Orzaiolo: cause
Gli orzaioli sono solitamente causati da un’infezione da stafilococco, che alberga frequentemente all’interno delle narici. È possibile trasferire i batteri sulle palpebre semplicemente toccandosi il viso e successivamente toccando o sfregando gli occhi, senza essersi prima lavati le mani.
La scarsa igiene personale è una delle cause più frequenti della comparsa dell’orzaiolo. Una cute poco detersa è, infatti, più esposta al rischio di infezioni batteriche, in particolare a quelle sostenute da stafilococchi. A contatto con l’occhio, i batteri penetrano nei follicoli dando luogo a infezioni ed infiammazioni.
La trasmissione avviene in modo piuttosto semplice. Per contrarre l’orzaiolo è sufficiente il contatto delle mani sporche con gli occhi, in quanto in questo modo si permette allo stafilococco di entrare in contatto con i follicoli. Nei soggetti affetti da blefarite, un’infiammazione cronica che si manifesta a livello del bordo libero della palpebra, il rischio di contrarre l’orzaiolo è più alto.
Rimedi
Anche se dolorosi, fastidiosi e di aspetto estetico decisamente poco gradevole, la maggior parte degli orzaioli guarisce in modo spontaneo nell’arco di pochi giorni o con un trattamento di per sé estremamente semplice.
La terapia dell’orzaiolo consiste nell’applicazione locale di antibiotici sotto forma di collirio o di pomate oftalmiche. Per alleviare il dolore causato dall’orzaiolo è altresì possibile applicare sull’occhio delle compresse di garza imbevute di infuso di malva, camomilla o semplicemente acqua tiepida. La maturazione delle pustole può essere velocizzata applicando sull’occhio delle compresse imbevute di acqua salata, ottenuta sciogliendo un paio di cucchiai di sale in mezzo litro d’acqua calda. Il materiale purulento contenuto nell’orzaiolo tende a dissolversi da solo, rilasciando una quantità modesta di liquido dal colore giallastro. Anche se la tentazione può essere forte, è importante cercare di non strofinare l’occhio con le mani quando è presente un orzaiolo né tantomeno schiacciarlo o premerlo con le dita, in quanto si rischierebbe solo di diffondere l’infezione ad altre parti.
Si consiglia di applicare impacchi caldi sull’occhio colpito da orzaiolo per 15 minuti tre o quattro volte durante il corso della giornata, per diversi giorni. Questo trattamento riduce il dolore e l’infiammazione, e aiuta l’orzaiolo a maturare più rapidamente ed espellere il pus. È importante tenere gli occhi chiusi mentre si applicano gli impacchi. Si consiglia di ascoltare musica per rilassarsi durante l’applicazione. Una volta rimossa la benda, è possibile tornare alle consuete attività quotidiane, come lo studio, il lavoro e il gioco su piattaforme videoludiche, come per esempio casino777.ch/it/, dotata di licenza di gioco online rilasciata dall’Eidgenössische Spielbankenkommission (ESBK). Anche quando l’orzaiolo sarà giunto a maturazione, seguitate a applicare gli impacchi caldi per ridurre la pressione e favorirne la rottura.
Qualora si verifichi una recidiva, consultate un medico specializzato che vi prescriverà un unguento o una soluzione a base di antibiotico, da applicare sulla rima palpebrale seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. Se si verificano infezioni stafilococciche anche in altre parti del corpo, il medico presumibilmente vi prescriverà anche un antibiotico da assumere per via orale.
Se nemmeno questo trattamento conservativo dovesse risultare efficace, può rivelarsi necessaria la rimozione chirurgica dell’orzaiolo, che può essere utile anche per eliminare la cisti che potrebbe rimanere in seguito alla comparsa di un orzaiolo interno. Si tratta di un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale, in cui l’oculista apre la cisti per asportarne il contenuto. Sarà poi necessario coprire l’occhio per qualche ora con una benda compressiva per bloccare l’emorragia e la tumefazione.
Benché alcuni trattamenti alternativi possono rivelarsi utili nella prevenzione e nella cura delle infezioni delle palpebre, evitate di mettere delle sostanze negli occhi senza una specifica indicazione da parte di un medico specializzato.