L’immigrazione è un fenomeno di natura sociale la cui portata è estremamente elevata e rilevante rispetto alla sua gestione. Durante gli ultimi vent’anni, numerose nazioni occidentali hanno dovuto fronteggiare migrazioni massicce di persone provenienti da contesti complessi, dimostrando non poche difficoltà nella gestione del fenomeno. Nonostante ciò, esemplari sono stati alcuni stati i cui sistemi economici hanno ottenuto dei vantaggi dal notevole arrivo di forza lavoro migrante. La forza lavoro ottenuta da molti stati è stata principalmente operaia ed ha apportato un significativo incremento all’economia locale. Simultaneamente numerosi migranti hanno avuto l’opportunità di integrarsi concretamente, per esempio, nella società tedesca: è stato stimato che nei prossimi tre anni, i cittadini turchi residenti in Germania supereranno la soglia dei 2,5 milioni, apportando una crescita demografica del territorio vantaggiosa.

La questione in Italia

Per quanto concerne l’Italia, va evidenziato che il fenomeno migratorio rappresenta un fenomeno piuttosto recente. Nel corso delle due grandi fasi migratorie del Novecento, quali quella di inizio secolo, e quella manifestatasi in seguito alla seconda guerra mondiale, gli italiani rappresentavano quella parte di popolazione che si spostava alla ricerca di condizioni di vita migliori. Nel corso degli anni Ottanta il nostro paese è diventato una meta per chi è alla ricerca di nuove condizioni di lavoro, più favorevoli rispetto a quelle che il proprio paese può offrire. È proprio in questi anni che in maniera più forte si è scatenato il dibattito tra chi crede sia necessaria una chiusura delle frontiere e chi invece sostiene, anche rivendicando il rispetto degli indirizzi geo-politici di tutto il mondo, chiede e pretende un rispetto delle regole, nonché un’accoglienza migliore per chi arriva da un paese spesso lacerato dalla guerra o da situazioni difficili. Le garanzie chieste, da chi chiede un blocco dei flussi migratori, sarebbero di riguardo in particolar modo per gli aspetti lavorativi, con la conseguente possibilità di entrare nel paese soltanto se garante di una posizione lavorativa.

Il dibattito di oggi: come fronteggiare la situazione?

Il dibattito, negli ultimi anni, anche di fronte alle diverse tensioni internazionali, si è riaperto: quali sono i limiti entro cui uno stato è nelle condizioni di proibire o limitare a dei cittadini di attraversare o di soggiornare all’interno del suo territorio? È conciliabile tutto questo con il diritto alla libera circolazione degli uomini e delle merci stabilito dalle istituzioni mondiali e continentali? Una risposta valida a queste domande non è stata data ma, appare chiaro, che un equilibrio tra i processi messi in atto negli ultimi anni, che prevedono un mondo aperto, stabilito sulla possibilità di scambi e il problema di chi ancora oggi chiede la chiusura forzata delle frontiere e pretende, contemporaneamente, di controllare i flussi e gli spostamenti delle persone, è ben lontano dall’essere risolto.

Per maggiori informazioni riguardo questo fenomeno complesso e relativamente a come gestire la politica migrante in Italia, consulta un avvocato per immigrazione negli Stati Uniti: lo studio Demaio Law può venire incontro alle tue esigenze e può analizzare casi specifici per cui serve una consulenza internazionale.

Di Claudio