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Racer, il motoscafo da competizione: quali sono le sue caratteristiche?

La motonautica è uno sport, apprezzato in ogni parte del mondo, per il fascino delle competizione e l’adrenalina provata da chi lo pratica, visto che si lancia a velocità molto elevate. I motoscafi usati in queste competizioni si chiamano racer, e continuando a leggere si potrà saperne di più su questo mezzo e su questo sport.

Il racer

I motoscafi usati nelle competizioni di motonautica, erano e sono noti anche come “tre punti“, realizzato nel 1949, usando delle barche statunitensi portate in Italia. All’inizio non ebbe successo nelle competizioni, in quanto il motore non superava i duecento cavalli, ma in seguito i modelli diventarono più leggeri e motori più potenti.

Oggi, vengono utilizzati vari modelli nelle gare, come l’F350, un’imbarcazione fuoribordo costituita da uno scafo a tre punto, con un motore di 350 cavalli, alimentato in due tempi ad alcol, e con una potenza di circa 120 cavalli per 13,500 giri. Può arrivare, a una velocità massima di 175 chilometri all’ora.

Il racer rientra nella categoria di imbarcazioni a idroplano, termine che indica un natante o un’imbarcazione che emerge completamente dall’acqua.

Il campionato e le gare

La prima edizione del campionato del mondo di formula 1 motonautica si è tenuta nel 1981, e i partecipanti si suddividono in dieci squadre, di cui ognuna è rappresentata da due piloti. Questo campionato è’ suddiviso in sei o nove gare all’anno e viene vinto da chi ottiene più punti.

Il numero dei punti viene assegnato a seconda della posizione della squadra: chi arriva per primo vince punti, mentre il secondo classificato ne ottiene quindici, il terzo dodici, e così a scalare fino all’ultimo concorrente, che ottiene un punto solo.

Ogni Gran Premio dura circa quarantacinque minuti, e la sua lunghezza è di due chilometri, estesi su delle aree precise. Il percorso è segnato da boe di colore rosso e gialle.

Fondamentale, in queste gare, è la sicurezza: degli Ospray, ovvero dei gruppi di sommozzatori che si occupano del recupero e nei trasporti di piloti incididentati, svolgono un ruolo importante durante queste gare, supportati da barche e motovedette.

Delle trentaquattro edizioni tenute fino ad oggi, circa la metà sono state vinte da piloti italiani, ovvero:

  • Renato Molinari, che ha vinto la prima, la terza e la quarta edizione;
  • Fabrizio Bocca, vincitore dell’edizione del 1991;
  • Guido Cappellini, che ha ottenuto il maggior numero di vittorie, che sono arrivate a dieci, tra il tra il 1993 e il 2005;
  • Alex Carella, che ha vinto quattro gare, di cui l’ultima nel 2017.

Nel 2018, a vincere è stato Shaun Torrente, pilato americano che gareggiava per gli Emirati Arabi, con 64 punti. I piloti italiani, invece, si sono piazzati al quinto, all’undicesimo, al sedicesimo e al ventesimo posto. Il primo, tra essi, era sempre Alex Carella, con venticinque punti.

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