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Pubblicato il 11 luglio 2018, alle 12:43

Approvato il Programma Regionale di Sviluppo. Spelzini: “Valorizzare le aree montane”

Il Piano approvato e il commento di Gigliola Spelzini, presidente della commissione speciale Montagna.


Alpe Rescascia San Siro montagna ed

Le montagne lariane (Foto Denti)

MILANO – È stato approvato ieri – 10 luglio – dal Consiglio regionale della Lombardia il Programma Regionale di Sviluppo (PRS), il documento che definisce gli obiettivi, le strategie e le politiche che la Regione si propone di realizzare nell’arco della legislatura, per promuovere lo sviluppo economico, sociale e territoriale della Lombardia.

Le priorità e i commenti. Cinque le priorità individuate nel PRS approvato: autonomia, innovazione, semplificazione e trasformazione digitale; sostenibilità; sicurezza; attenzione alle fragilità soprattutto in ambito sociale e socio-sanitario. Tra gli obiettivi del Piano viene indicata la necessità di poter disporre di maggiore autonomia nel coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, anche chiedendo al Parlamento l’istituzione di zone economiche speciali (Zes), l’attuazione e l’assestamento del sistema socio-sanitario e, sul fronte della sostenibilità ambientale, la priorità al miglioramento della qualità dell’aria, all’integrazione delle politiche urbanistico-territoriali con quelle di qualità delle acque e al contenimento del consumo di suolo.
Negativo il giudizio del PD, che ha definito il PRS «un libro dei sogni cui manca però, soprattutto nel campo sanitario, lo slancio decisivo per dare ai cittadini servizi migliori».
Voto negativo anche da parte del Movimento 5 Stelle, che ha definito il PRS «un’opera incompiuta perché  alcuni argomenti non sono stati nemmeno toccati, oppure lo sono stati in modo assolutamente limitato e in ottica di breve periodo, come quello sulle società partecipate».

Spelzini: “Attenzione particolare alla montagna”. «Si tratta di un atto politico molto importante – commenta invece, a seguito dell’approvazione, la comasca Gigliola Spelzini, presidente della commissione speciale Montagna -. In questa legislatura si intende dedicare alla montagna un’attenzione particolare, testimoniata dalla nomina di un assessore ad essa preposto e dall’istituzione di una Commissione speciale ad hoc, che ho l’onore di presiedere».
«Uno degli obiettivi principali delle politiche che verranno attuate a favore dei territori montani sarà il contrasto al fenomeno dello spopolamento delle aree montane e dei piccoli comuni», afferma Spelzini, aggiungendo: «Il PRS prevede anche azioni volte a sostenere e promuovere l’agricoltura e l’allevamento di montagna, attraverso strumenti che facilitino la difesa e la manutenzione del territorio. È importante un uso razionale e innovativo del bosco e delle biomasse forestali, anche in progetti di filiera che arrivino fino alle aziende del legname».

Turismo montano, rifugi, segnalazione sentieri. «Importante – continua Spelzini – diventa la promozione turistica della montagna: la valorizzazione di un turismo annuale nelle aree montane, la promozione di un turismo di qualità che abbini ai percorsi naturalistici e storico-culturali anche il rilancio delle produzioni locali. Si prevede inoltre un’azione di sostegno alla rete dei rifugi della Lombardia e un potenziamento della segnaletica della rete escursionistica regionale».

Energia idroelettrica. «L’energia idroelettrica è un’energia pulita che viene prodotta in montagna e i suoi proventi devono rimanere in montagna – commenta ancora Spelzini -. Per quanto concerne i sovracanoni idroelettrici l’acqua è una delle principali risorse della montagna: si chiede piena autonomia nella gestione delle procedure di assegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettrica, nella riscossione dei relativi canoni, nonché nella correlata disciplina applicativa, affinché siano garantite ricadute positive in termini di ritorni economici, compensazioni e mitigazioni ambientali per i territori interessati dalle infrastrutture, in particolare sui territori montani».
«Sono necessarie infine – conclude Spelzini – sia la predisposizione di una Legge Quadro dedicata allo sviluppo produttivo e sociale della montagna lombarda sia una definizione di Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale specifici per le singole aree montane, e la stabilizzazione delle relazioni con il Canton Ticino e con il Cantone dei Grigioni attraverso la costituzione di due tavoli permanenti che possano gestire le varie criticità e costruire insieme politiche di sviluppo condivise».

 

 

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