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Pubblicato il 10 luglio 2018, alle 0:46

Goletta dei Laghi fa tappa sul Lario: i punti risultati fuori legge. Tremezzina virtuosa per la raccolta differenziata

Presentati i risultati del monitoraggio scientifico sulla sponda comasca del Lario: 3 punti su 4 indagati risultano ancora fuori legge.


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Immagine d’archivio (Fonte: Goletta dei Laghi)

SPONDA OCCIDENTAE – Ha fatto tappa sulla sponda comasca del Lario la Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont che da 13 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Ieri mattina – 9 luglio – i rappresentanti della Goletta hanno presentato i dati dei campionamenti effettuati sul Lario, alla presenza della presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, del responsabile scientifico del circolo di Legambiente Como Enzo Tiso e di Annarita Polacchini, coordinatrice del tavolo per la competitività della CCIAA.

I punti risultati fuori legge. In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico, effettuato in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta, quest’anno, sulla sponda comasca del Lario, il laboratorio di Goletta dei Laghi ha evidenziato 3 punti fuori dai limiti di legge sui 4 campioni oggetto dell’indagine microbiologica. I sorvegliati speciali sono i campioni prelevati a Como presso la foce del torrente Cosia, al canale del depuratore adiacente i giardini del mausoleo A. Volta (risultato “fortemente inquinato”), a Cernobbio alla foce del torrente Breggia (risultato “fortemente inquinato”) e la foce del torrente Albano nel comune di Dongo (risultata “inquinata”). Rientra nei limiti di legge, invece, la foce del torrente Telo nel comune di Argegno.
«Il punto presso il mausoleo di Volta, foce del Cosia, è indicativo non solo del funzionamento del depuratore, ma del sistema fognario del Comune di Como e di alcuni comuni a monte – sottolinea Enzo Tiso, responsabile scientifico del circolo Legambiente di Como –. Più complessa è, invece, la situazione alla foce del Breggia, torrente in cui confluiscono anche scarichi dalla vicina Svizzera e che riceve le acque del Faloppia e quindi del depuratore di Ronago. Ci auguriamo che l’amministrazione di Como proceda in modo spedito verso il risanamento di questa situazione».
In base ai parametri indagati, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali delle Ats locali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Il Patto per il Lago di Como e Tremezzina comune virtuoso per la raccolta differenziata. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati è stato anche firmato il “Patto per il Lago di Como, il Ceresio e i laghi minori”.
«La Goletta dei Laghi ha il compito di individuare le criticità dei bacini lacustri – ha spiegato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, la cui causa è principalmente legata all’inefficienza del collettamento fognario dei comuni interni e ai pochi depuratori presenti che non riescono a raccogliere tutte le acque reflue. A questo proposito, auspichiamo che il Patto per il Lago di Como oggi sottoscritto possa essere uno strumento utile per rilanciare un approccio più sostenibile dell’insieme delle attività che insistono nel territorio lacuale e una maggior tutela delle acque del lago».
“E di una pianificazione in senso sostenibile il Lago di Como ne ha davvero bisogno – scrive Legambiente in un comunicato -, a partire dalla navigazione pubblica e privata e da un sistema di mobilità costretto in arterie al limite della sopportazione. Ma anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, che risulta ancora inadeguata in molti comuni con significative eccezioni, come nel piccolo comune di Tremezzina, che vanta una percentuale di raccolta di tutto rispetto superando il 75%”.

Monitoraggio microplastiche: i dati in autunno. Per il terzo anno, il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’obiettivo dell’edizione 2018 è di approfondire lo studio sulla dinamica delle microplastiche nei laghi, analizzando il ruolo che questi sistemi semi-chiusi svolgono in relazione alla presenza dei loro immissari ed emissari, che nel caso specifico dei laghi subalpini italiani rappresentano i principali affluenti del Po. Questo studio è importante anche per determinare le relazioni tra concentrazione e tipologia di microplastiche, con la presenza di differenti fattori di input, valutando il ruolo di serbatoio, ma anche di sorgente di detriti, del sistema fluviale-lacustre.
Legambiente ringrazia la Lega Navale sez. di Milano, base nautica di Dervio per il supporto logistico alle operazioni di monitoraggio di questi giorni.

 

 

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