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Pubblicato il 09 luglio 2018, alle 14:58

UIL Lario: tra Como e Lecco l’occupazione cresce ma aumenta il lavoro precario

Monteduro: “Occorre incentivare forme di occupazione stabile e la destagionalizzazione del turismo”.


Lago Como ed

Immagine d’archivio (Foto Denti)

COMO-LECCO – Diminuisce la domanda occupazionale nel trimestre giugno-agosto 2018 nelle province di Como e Lecco. È quanto emerge dagli ultimi dati di Unioncamere del progetto Excelsior sulle proiezioni occupazionali, resi noti dalla Uil Lario.

Il calo della domanda occupazionale. Rispetto al precedente trimestre maggio-luglio 2018, per le aziende comasche la diminuzione ammonta a -1.420 unità, mentre per quelle lecchesi a -770 unità (di cui -390 Industria e -390 Servizi). La proiezione occupazionale, sul medesimo periodo, cala anche a livello regionale: -30.060 unità rispetto al trimestre maggio-luglio.
In provincia di Como la domanda occupazionale frena sia nell’industria (-510 unità) sia nei servizi (-920 unità). Analoga la situazione nel territorio di Lecco, con -390 unità nell’industria e -390 unità nei servizi.
«La diminuzione della domanda occupazionale è molto probabilmente legata al periodo delle vacanze estive, quando si manifesta una sospensione di molte delle attività del settore industriale e, di conseguenza, dell’indotto generato negli altri settori ad essa collegati», commenta il segretario generale UIL Lario, Salvatore Monteduro.

Il contratto a tempo determinato il più utilizzato. Ancora una volta, i dati confermano che il contratto a tempo determinato è quello maggiormente prediletto dalle aziende: a Como, su 9.950 assunzioni nel trimestre giugno-agosto è previsto il 63,7% di contratti a tempo determinato, il 21,6% a tempo indeterminato, l’8,7% di apprendistato, il 6% di altri contratti; analogamente, a Lecco su 6.030 assunzioni nel trimestre giugno-agosto è previsto il 58,4% di contratti a tempo determinato, il 26,3% a tempo indeterminato, il 9,2% di apprendistato, 6,0% di altri contratti.
A livello regionale, su 221.900 assunzioni nel trimestre giugno-agosto è previsto il 60% di contratti a tempo determinato, il 27% a tempo indeterminato, l’8% di apprendistato, il 5% di altri contratti.
È il settore industriale quello nel quale si manifestano maggiori assunzioni a tempo indeterminato, registrando a Como il 38,6% e a Lecco il 39,8% (in Lombardia il 36%).
Il settore del turismo, invece, è quello dove il contratto a tempo indeterminato viene utilizzato di meno, raggiungendo a Como solo il 6,1% e a Lecco il 3,1% (in Lombardia l’11%).

Le figure più ricercate. Le figure professionali più ricercate, in valore assoluto, nel mese di giugno 2018 in provincia di Como sono cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (710 unità), mentre in provincia di Lecco sono operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (330 unità).
Dati che confermano il buon andamento del settore metalmeccanico per il territorio di Lecco e del settore turistico per quello di Como, un settore quest’ultimo che, come si è visto, offre però un’occupazione principalmente a tempo determinato (Como 73,3% e Lecco 66,1%).

Cresce l’occupazione ma aumenta il lavoro precario. «I dati sulla domanda di lavoro delle imprese – commenta ancora Monteduro – evidenziano da un lato la crescita dell’occupazione complessiva, dato questo positivo, ma dall’altra parte resta il problema legato all’aumento dei rapporti di lavoro precario. È necessario, quindi – suggerisce il segretario generale Uil Lario -, incentivare forme di occupazione stabile e sostenere politiche di sviluppo del turismo destagionalizzato».

 

 

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