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Pubblicato il 13 giugno 2018, alle 9:54

Sanità: Centro Lario e Valle Intelvi verso il ritorno con Como

Entro fine luglio un progetto di legge per riportare i comuni lariani della ex USL 18 nell’ATS dell’Insubria


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La consegna della richiesta

MILANO – Entro fine luglio un progetto di legge per riportare i comuni lariani della ex USL 18 nell’ATS dell’Insubria. È questo, in sintesi, il risultato ottenuto da una delegazione di sindaci del Centro Lario e della Valle Intelvi che ieri – 12 giugno – ha incontrato a Milano il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi e l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

La richiesta e i comuni firmatari. I sindaci lariani hanno formalmente chiesto alla Regione Lombardia che i comuni facenti parte della ex USSL 18 vengano riportati negli ambiti della ASST Lariana e dell’ATS dell’Insubria, e che l’Ospedale di Menaggio venga ricondotto all’interno dalla ASST Lariana.
Su 29 comuni interessati, 27 sindaci hanno sottoscritto la richiesta consegnata ieri a Fermi e Gallera, condivisa anche da tutti i rappresentanti degli ordini e delle professioni locali. Gli unici due comuni dell’area centrolariana che non l’hanno sottoscritta sono stati Claino con Osteno e Corrido.
La delegazione ricevuta negli uffici del presidente Fermi era composta dai sindaci di Alta Valle Intelvi, Centro Valle Intelvi, Carlazzo, Cavargna, Menaggio, Pigra, Schignano e Tremezzina.

Fermi: “Un appello che siamo pronti a sostenere”. «Un’adesione così convinta e praticamente unanime fa capire che non si tratta di una battaglia di colore politico – ha detto Fermi -, ma dell’esigenza di portare all’attenzione regionale un problema che il territorio sente e vive in modo forte: un appello che, come Regione Lombardia, siamo pronti a sostenere e appoggiare, accogliendo le richieste formulate. Argegno dista solo 15 chilometri dall’Ospedale Sant’Anna di Como, non c’entra nulla con Sondrio. Ho parlato con i vertici dell’ASST Lariana – ha aggiunto Fermi - che sono ben felici di riaccogliere l’Ospedale di Menaggio, mentre dai comuni dall’alto lago aderenti alla ex USL 19, in assenza e nell’impossibilità di dare vita a un’unica ATS lariana, non sono emerse particolari criticità nel restare con Sondrio».

I disagi registrati. La riforma sanitaria varata dalla regione nel novembre del 2015 ha scorporato i comuni del medio e dell’alto lago dal resto della provincia di Como, inserendoli nell’Ats della Montagna e nell’Asst della Valtellina e dell’Alto Lario. Questo azzonamento ha comportato notevoli disagi sia per i pazienti, che spesso vengono ricoverati in strutture a quasi 200 chilometri da casa, sia per i parenti, che per poterli assistere si vedono costretti a soggiornare in albergo se non addirittura ad affittare un appartamento, in un territorio nel quale non esiste un sistema coordinato e collegato di trasporto pubblico.

La richiesta dei sindaci. Due le proposte messe ieri sul tavolo dai sindaci lariani. La prima chiede di ricostituire, all’interno dell’organizzazione del sistema sanitario e socio sanitario lombardo, l’unità territoriale della provincia di Como, facendo corrispondere ad essa un’autonoma Ats e Asst. Di fatto si chiede un ripensamento generale della sanità lariana: via gli sconfinamenti con Varese e un sistema organizzato sul perimetro geografico della provincia.
“Nel caso in cui Regione Lombardia non dovesse ritenere di accedere a questa soluzione – scrivono i sindaci nel documento presentato -, chiediamo che almeno i territori della sponda occidentale del medio lago e delle sue valli dei comuni della ex USSL 18 vengano reinseriti negli ambiti della ASST Lariana e dell’ATS dell’Insubria”. In sostanza, da Menaggio in giù, tutti di nuovo con la sanità del capoluogo.
Questi territori, si evidenzia nel documento, dal punto di vista storico, culturale, socio economico, dei trasporti e della mobilità, dei sistemi dei servizi pubblici, della organizzazione amministrativa, hanno fatto e fanno riferimento a Como e alla sua provincia più che a Sondrio e alla Valtellina. Ciò vale anche per l’attuale organizzazione dei servizi e dei sistemi socioassistenziali, ma anche per le reti e il mondo dell’associazionismo e del volontariato.

Risultati dell’incontro. Al termine dell’incontro, il presidente Fermi ha auspicato la creazione un tavolo di lavoro con la rappresentanza dei comuni dell’attuale Distretto del Medio Alto Lario per l’elaborazione di un progetto che garantisca la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dell’Ospedale di Menaggio e che monitori costantemente l’attuazione della riforma sociosanitaria sul territorio.
L’assessore Gallera, inoltre, si è assunto l’impegno ad approfondire le richieste formalmente presentate dai sindaci lariani e a rivedere gli azzonamenti della sanità lombarda nel rispetto delle indicazioni emerse dal territorio.
«Sarà mia cura – ha garantito Gallera - predisporre e portare entro fine luglio all’approvazione della Giunta regionale uno specifico progetto di legge che ridefinisca gli azzonamenti e i relativi confini territoriali e amministrativi, accogliendo la richiesta dei comuni del medio Lago di Como e della Val d’Intelvi e valutando anche analoghe richieste che riguardano altre singole specificità territoriali emerse sul territorio regionale nel corso di questi primi due anni di attuazione della riforma sociosanitaria».
Il presidente Fermi ha assicurato che, non appena la Giunta avrà approvato questo progetto di legge, sarà sua cura adoperarsi per accelerarne l’iter legislativo così da portarlo all’approvazione del Consiglio regionale già entro l’autunno.

 

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