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Pubblicato il 11 giugno 2018, alle 23:43

Lombardia: caccia ai cinghiali aperta tutto l’anno per gli agricoltori con licenza

Rolfi: “Un ampliamento dell'attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori”.


MILANO – Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, una delibera che, per la prima volta, dà la possibilità agli agricoltori provvisti di regolare licenza di abbattere i cinghiali tutto l’anno.

Ampliamento dell’attività di contenimento. «È una decisione forte, che vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere», ha detto l’assessore Rolfi, precisando: «Si tratta di un ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori».

Alcuni dati. Nel quinquennio 2013/2017, gli indennizzi erogati da Regione Lombardia per i danni arrecati dai cinghiali alle colture agricole ammontano a 1.669.989 euro, per 2.807 casi denunciati. Inoltre, sono stati denunciati 384 sinistri stradali che hanno coinvolto questi animali, per un totale di 606.664 euro di risarcimenti.

Il commento di Coldiretti. «Un grande risultato, frutto del lavoro di Coldiretti e della collaborazione con Regione Lombardia, che garantisce la legittima difesa e tutela gli interessi delle imprese agricole – ha commentato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia -. Una decisione che arriva dopo un percorso iniziato un anno fa, durante il quale, come Coldiretti, abbiamo chiesto che agli imprenditori agricoli abilitati fosse concesso di poter abbattere questi animali anche al di fuori del periodo di caccia».
“I cinghiali – afferma la Coldiretti – si sono moltiplicati in tutta Italia, raggiungendo oltre un milione di esemplari”.

Le disposizioni. La delibera attua quanto disposto dall’art. 4, comma 3 della Legge regionale 19/2017. Nel provvedimento si riconosce la possibilità ai proprietari o conduttori di terreni agricoli di effettuare il controllo del cinghiale e ne vengono stabilite le prescrizioni e i requisiti. Tra questi, in particolare, l’accertamento di danni alle colture nei 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda di autorizzazione (che ha la durata di 12 mesi), la titolarità di licenza di porto di fucile e l’abilitazione alla caccia di selezione nel caso di ricorso a particolari modalità.
“Naturalmente – conclude la Coldiretti – l’esercizio dell’abbattimento deve avvenire in condizione di sicurezza, attraverso la comunicazione preventiva agli organi di polizia competenti per il territorio, oltre che di compatibilità ambientale, risultando infatti vietato l’intervento nelle aree protette. È anche previsto un sistema di tracciabilità per garantire il monitoraggio e gli accertamenti igienico-sanitari da condurre sui cinghiali abbattuti”.

 

 

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1 Commenti per questo articolo

  1. Francesco scrive:

    La Regione Lombardia è Leghista e lo si vede in ogni cosa. Ora agricoltori con licenza spareranno ai cinghiali anche quando questi non saranno sui terreni di proprietà, così che altri introdurranno altri cinghiali per poter essere abbattuti e così via, senza rispetto etico per la fauna ed alimentando una economia sommersa verso ristoranti e commercianti. Se tutti boicottassero la carne di cinghiale in 5 anni il problema sarebbe risolto.

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