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Pubblicato il 24 marzo 2018, alle 16:01

Riapre il Museo delle Dogane Svizzero, con una mostra dedicata a ‘Piccolo mondo antico’

La mostra è corredata da una pubblicazione in due lingue su Fogazzaro e la sua opera.


Il Museo delle Dogane Svizzero

Il Museo delle Dogane Svizzero

LUGANO – Domenica 25 marzo, con due settimane di anticipo rispetto al 2017, riaprirà al pubblico il Museo delle Dogane Svizzero, alle Cantine di Gandria di Lugano (CH). Per la stagione 2018, il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano, che per il secondo anno consecutivo gestisce la struttura, propone la mostra “Un piccolo mondo antico. Parole e immagini di Antonio Fogazzaro, Pietro Chiesa e Mario Soldati”.

La mostra su Piccolo Mondo Antico. Curata da Lorenzo Sganzini, la mostra, che sarà ospitata da marzo a ottobre, è il frutto di una collaborazione tra il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano e diversi partner in Ticino e nella vicina Lombardia: l’Archivio Storico della Città di Lugano, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, la Cineteca Italiana di Milano, il Premio Antonio Fogazzaro, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e il FAI Swiss.
Il Museo delle Dogane occupa il piccolo edificio che, per quasi un secolo, è stato un posto di guardie di confine tra il Ticino e l’Italia sulla sponda del Ceresio opposta a Lugano. Una caserma che fronteggia la Valsolda e, in particolare, Villa Fogazzaro-Roi, residenza dello scrittore vicentino. In questo senso, la suggestione è grande. Dal Museo delle dogane si domina infatti lo scenario in cui si muovono i personaggi del romanzo di Fogazzaro: le terre di confine che, nella metà dell’Ottocento, separavano in realtà la Svizzera dal Regno Lombardo-Veneto sotto controllo austro-ungarico. Quel “piccolo mondo antico” è rievocato e descritto nella mostra attraverso 16 pastelli dell’artista ticinese Pietro Chiesa, delicati disegni dei primi anni Trenta riprodotti dalla Mondadori per illustrare successive edizioni del romanzo; ma anche nelle immagini della prima e più celebre trasposizione cinematografica del romanzo firmata da Mario Soldati nel 1941 e di cui la Cineteca Italiana ha messo a disposizione alcune fotografie di scena. In mostra anche la scenografia originale del film di Mario Soldati con le annotazioni e i disegni del regista.

Un volume in due lingue. La mostra è accompagnata da un volume curato da Lorenzo Sganzini: una preziosa raccolta di saggi in due lingue, italiano e tedesco, rivolta ai visitatori dell’esposizione, che esce nella collana “Antropunti” del MUSEC. Il volume affronta in maniera agile e discorsiva i punti essenziali di un (breve) percorso conoscitivo dello scrittore vicentino. Oltre a rievocarne la figura in una nota biografica, ne descrive sentimenti e trasfigurazioni, offrendo anche una rilettura ragionata dei luoghi in cui si è ambientato il suo romanzo più noto. La scelta di pubblicare il libro in due lingue permette di allargare al pubblico germanofono la conoscenza di uno dei grandi autori del tardo romanticismo italiano.

Storie di doganieri e dogane. L’obiettivo principale del Museo delle Dogane è quello di favorire una riflessione sulle attività di doganieri e guardie di confine della Confederazione, gettando uno sguardo anche sulla storia locale e sulla cultura del confine che tanto peso ha avuto soprattutto lungo le sponde dei grandi laghi prealpini. Nell’esposizione permanente e nella mostra promossa dall’Associazione “Stop Piracy” sono riassunti la storia centenaria e il lavoro quotidiano di migliaia di guardie di confine.
Nel 2017 il Museo delle Dogane ha superato gli ottomila visitatori in poco meno di 200 giorni d’apertura, confermandosi tra i siti museali più frequentati nel panorama ticinese. Confermate anche per quest’anno le principali novità della rinnovata gestione del Museo, tra le quali le visite guidate gratuite domenicali da luglio ad agosto. Il Museo chiuderà la stagione il prossimo 21 ottobre (orari apertura: tutti i giorni dalle ore 13.00 alle 17.00; contatti: museodogane@lugano.ch; www.museodogane.ch; ingresso 5.00 CHF).

 

 

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