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Pubblicato il 12 marzo 2018, alle 18:17

Falsi contratti di lavoro per ottenere permessi di soggiorno: due arresti

Al centro delle indagini un tunisino residente a Como e un italiano residente in Alta Valle Intelvi.


zzz-Polizia Stradale

Immagine d’archivio

COMO-ALTA VALLE INTELVI – Procurava agli stranieri, dietro pagamento di una precisa tariffa, falsi contratti di lavoro per l’ottenimento di permessi di soggiorno. Al centro delle indagini, condotte dalla Polizia di Stato di Como, l’attività illecita di un tunisino 49enne residente a Como, arrestato questa mattina – 12 marzo – insieme ad un 33enne italiano residente a Ramponio Verna, in Alta Valle Intelvi, per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, falso e induzione in errore di pubblico ufficiale.

L’attività illecita. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip, presso il Tribunale di Como, al termine di una complessa e articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Como e coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Le indagini, iniziate nel 2016, hanno permesso di ricostruire un’attività illecita che proseguiva da almeno due anni. Attore principale della vicenda era proprio il tunisino, il quale, avvalendosi della complicità di datori di lavoro fittizi italiani, predisponeva contratti di lavoro che attestavano, falsamente, un rapporto di impiego degli stranieri in qualità di domestici. Il contratto fittizio veniva poi consegnato dagli stranieri all’Ufficio Immigrazione ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno.
Il tunisino era in grado di procurare al cliente straniero anche un domicilio in provincia di Como e, all’occorrenza, perfino documentazione fiscale come, ad esempio, buste paga. Il tutto in cambio di un corrispettivo in denaro calcolato sulla base di un vero e proprio tariffario così composto: 1.000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio, 600 euro per un certificato di residenza, 300 euro per una dichiarazione di ospitalità e 100 euro per ogni busta paga fittizia. Il soggetto, inoltre, pretendeva che il cliente pagasse di tasca propria all’INPS i contributi previdenziali di spettanza del datore di lavoro, così da far sembrare il rapporto d’impiego regolare a tutti gli effetti.

L’altro arrestato e i denunciati. Un ruolo di primo piano nella vicenda ha avuto anche l’altro arrestato, un 33enne residente a Ramponio Verna, in Alta Valle Intelvi, con precedenti per reati contro il patrimonio. Quest’ultimo, oltre a prestarsi come datore di lavoro fittizio, si adoperava per reclutarne altri.
Nel corso delle indagini è stato documentato il coinvolgimento di 26 datori di lavoro, diverse decine di clienti stranieri e la partecipazione di altri soggetti che hanno collaborato a vario titolo, come ad esempio nella produzione dei documenti falsi, nella trasmissione per via telematica delle assunzioni all’Inps, nella sottoscrizione di dichiarazioni di ospitalità ed altro. Complessivamente sono state denunciate 130 persone.
I permessi di soggiorno ottenuti utilizzando documentazione fittizia sono stati segnalati ai competenti uffici immigrazione al fine di valutare l’adozione di un provvedimento di revoca o di rigetto della richiesta del titolo; molte pratiche, infatti, sono state sospese in attesa della chiusura delle indagini.

 

 

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