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Pubblicato il 01 marzo 2018, alle 1:20

Da Tremezzina a Maslianico: iniziato il restauro della Velarca

La casa-barca del FAI che, da gondola lariana, divenne salotto culturale.


restauro Velarca Foto Carlo Borlenghi_19-02-2018© FAI - Fondo Ambiente Italiano

Restauro Velarca (Foto: Carlo Borlenghi © FAI – Fondo Ambiente Italiano)

MASLIANICO-TREMEZZINA – Aveva lasciato lo storico ormeggio di Ossuccio, a Tremezzina, nel 2013 ed ora, dopo una lunga campagna di indagini preliminari, la Velarca, la casa-barca donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano) da Aldo e Maria Luisa Norsa, sta per essere finalmente restaurata.Cantiere e project manager. Gli interventi, in opera presso lo storico Cantiere Ernesto Riva, specializzato nella costruzione di barche in legno (sia d’epoca che moderne), sono coordinati da Carlo Bertorello, project manager e structural designer del sindacato di Azzurra all’Americas Cup del 1987-1991 e docente di Strutture Navali all’Università Federico II di Napoli.

La Velarca: da gondola lariana a salotto culturale. Voluta dalla famiglia Norsa all’inizio degli anni Sessanta, questa house-boat nasce dall’insolita unione tra una tradizionale imbarcazione del Lario, la gondola lariana, e un piccolo appezzamento di terreno che si specchia sulle acque antistanti l’Isola Comacina. Il progetto originale fu affidato al celebre studio milanese BBPR (Belgiojoso, Banfi, Perassutti e Rogers) nel 1961. Gli architetti, sempre attenti ai problemi dell’ambiente e ai valori tradizionali, idearono il volume abitativo che portò alla trasformazione di un’antica gondola di 19 metri che da oltre trent’anni trasportava merci e persone attraverso il lago, in un oggetto di design. Dai ristretti spazi dell’imbarcazione è nata una dimora funzionale e di classe, la Velarca – che nel nome rimanda alla realizzazione milanese dei BBPR della Torre Velasca, grattacielo simbolo della capitale economica -, che ben presto divenne un salotto culturale e luogo di incontro per gli intellettuali dell’epoca.
Dopo cinquant’anni di piacevoli villeggiature, nel 2011 i coniugi Norsa donarono la Velarca al FAI, per garantirne la tutela e per la presenza di altri due beni FAI affacciati sullo stesso specchio di lago: Villa del Balbianello e la Torre del Soccorso, con i quali, una volta restaurata e ricollocata al suo approdo, andrà a formare un sistema integrato.

Il restauro. Dopo un’approfondita campagna di indagini preliminari, effettuata tra il 2012 e il 2013, atta a verificare lo stato di conservazione e la resistenza delle strutture portanti, nel 2013 la barca è stata trainata da Ossuccio a Como, quindi trasportata a Maslianico presso il Cantiere Ernesto Riva. L’intervento prevede la ricostruzione della gondola lariana, abbinando la più rigorosa continuità filologica a modalità costruttive moderne: le stesse essenze di legno saranno assemblate con tecniche aggiornate, soddisfacendo così gli indispensabili requisiti di sicurezza nella garanzia di un risultato ottimale. Il progetto di restauro si suddivide in due fasi distinte e consecutive: la ricostruzione dello scafo in legno di castagno e la messa in opera degli interni originali restaurati. Obiettivo di quest’ultima fase è il completo recupero funzionale della Velarca in quanto “casa”, con l’installazione di nuovi impianti e la ricollocazione al suo ormeggio storico.

Un libro dedicato. Per approfondire la storia del bene, il FAI ha collaborato con la Biblioteca Comunale V. Antonini di Lenno, e alla pubblicazione del volume “Velarca, una casa-barca sul Lago di Como” a cura di Francesco Soletti, che racchiude la storia delle due imbarcazioni – la “gondola lariana” e la “casa-barca” –  nella cornice culturale che le contraddistingue: da un lato la vita e la navigazione sul lago nella prima metà del Novecento e dall’altro l’insieme dei valori colti di una famiglia di grande nobiltà intellettuale.

 

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3 Commenti per questo articolo

  1. ANTONIO BALBIANI scrive:

    Complimenti, è un pezzo di storia che vale la pena conservare e valorizzare; il nostro lago è ricco di storia di ogni tipo e qualità, speriamo ci siano sempre attenzione e risorse.

  2. carlo pozzi scrive:

    Encomiabile iniziativa; ogni contributo destinato alla conservazione della storia navale del Lario è indispensabile e purtroppo raro. Nell’ex Museo della barca lariana di Pianello del Lario sono custodite tangibili testimonianze che meritano sicuramente maggiore attenzione.

  3. Paola Matteri scrive:

    Purtroppo di tutto si tratta tranne che di un restauro.
    Questa è una riproduzione a controllo numerico che ben si discosta dalla modalità di costruzione degli antichi cantieri lariani.
    Siamo sicuri che si tratti di castano e non larice?
    Vero, al Museo della barca Lariana è custodito il vero patrimonio Lariano…

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