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Pubblicato il 17 dicembre 2017, alle 23:45

Valle Intelvi: due emergenze sul Monte Generoso. Grave un escursionista

Fine settimana tragico sui monti lecchesi. L’appello alla prudenza del Soccorso Alpino.


zzz-elisoccorso

Immagine d’archivio

VALLE INTELVI – Due emergenze, nella giornata di oggi – 17 dicembre -, nell’area del Monte Generoso, in Valle Intelvi: grave un uomo scivolato in un canalone poco sotto la vetta. In Grigna due decessi hanno funestato il fine settimana. L’appello del Soccorso Alpino.

Valle Intelvi: grave un escursionista. La prima richiesta d’aiuto in Valle Intelvi è giunta poco prima di mezzogiorno per un 52enne uscito in MTB con un gruppo di amici. L’uomo è caduto poco sopra la località Orimento ed è stato soccorso dall’elicottero del 118, con il supporto dei tecnici del CNSAS della Stazione Lario Occidentale Ceresio.
La seconda emergenza è scattata nel primo pomeriggio, intorno alle ore 14.00, per un 38enne impegnato nella salita verso la vetta. L’uomo, partito da solo per l’escursione, non rispondeva più al telefono e sono scattate le ricerche. La zona è stata nuovamente sorvolata dall’elisoccorso grazie al quale è stato infine individuato l’escursionista in un canalone innevato lungo il versante nord. L’uomo, scivolato dal sentiero poco sotto la vetta, probabilmente tradito dallo strato nevoso ghiacciato, è scivolato a valle per oltre duecento metri procurandosi gravi traumi e ferite. Raggiunto dall’infermiere, dal medico e dal tecnico del CNSAS dell’elisoccorso, è stato trovato in uno stato di forte ipotermia a causa della prolungata esposizione al freddo e al contatto con la neve. L’uomo è stato vericellato a bordo dell’elicottero e trasportato d’urgenza, in gravi condizioni, all’Ospedale di Circolo di Varese.

Tre decessi nel Lecchese. Quello appena trascorso è stato un fine settimana funestato da vari incidenti sui monti lariani, in particolare nella provincia lecchese dove, oltre a vari interventi di soccorso di diversa gravità, si sono registrati anche tre decessi: due sulla Grigna Settentrionale e uno in Alta Valsassina in territorio di Casargo
Il primo è avvenuto venerdì mattina – 15 dicembre – in Grigna, nella zona del Rifugio Bietti, territorio di Mandello del Lario, dove ha perso la vita, probabilmente dopo una caduta a causa del ghiaccio, un escursionista di 43 anni.
Oggi, poco prima delle ore 9.00, l’elisoccorso è intervenuto nuovamente in Grigna Settentrionale per un altro escursionista caduto in un canalone probabilmente a causa del ghiaccio. L’uomo, di 56 anni d’età, è stato soccorso in gravissime condizioni ed è purtroppo spirato in ospedale poche ore più tardi. Anche questo tragico incidente è avvenuto nella zona del Rifugio Bietti.
Sabato sera, infine, era scattata l’emergenza per il mancato rientro a casa di un 52enne uscito per una passeggiata. Le ricerche, condotte da carabinieri e Soccorso Alpino, si sono concluse oggi con il ritrovamento del corpo senza vita dell’uomo all’Alpe di Paglio, in territorio di Casargo.

Il CNSAS Lombardo invita alla cautela. In seguito a tali eventi, un invito alla massima cautela arriva dalla XIX Delegazione lariana del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). “Sopra le nevicate degli ultimi giorni – si legge nel comunicato diffuso in giornata – è piovuto e il rigelo ha formato uno strato di ghiaccio molto duro e insidioso. Le giornate terse invitano ad andare in montagna, ma è opportuno farlo con grande attenzione. Valutate meticolosamente l’itinerario, programmatelo in ogni dettaglio. Siate consapevoli delle vostre competenze, senza dare per scontato l’inganno dell’esperienza: ciò che può essere valido in una determinata situazione potrebbe non esserlo affatto in un’altra, perché le variabili in gioco sono molte. Fondamentale avere quindi le capacità tecniche, l’attrezzatura adatta, meglio non avventurarsi su zone a rischio, per esempio con versanti rivolti verso nord o in prossimità di creste esposte al vento.
Ci troviamo inoltre nel periodo dell’anno in cui le giornate sono più corte e le ore di luce a disposizione sono ridotte: l’oscurità cala in tempi molto rapidi e questo è un fattore che può essere determinante in caso di incidente. Gli interventi in notturna, infatti, sono più complessi e in genere richiedono più tempo. Con le temperature molto basse, si rischia di rimanere esposti a rischi maggiori e alle conseguenze dell’ipotermia. Controllate le previsioni meteorologiche e i bollettini neve e valanghe.
Avere l’umiltà di fare un passo indietro e la pazienza di attendere condizioni migliori per godere la passione della montagna possono salvarvi la vita”.

 

 

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