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Pubblicato il 06 dicembre 2017, alle 20:43

L’analisi congiunturale del terzo trimestre 2017 a Como: quali i settori in calo e in crescita

La demografia d’impresa dal 2009 registra un calo di oltre 2mila aziende sul territorio comasco.


COMO – Al 30 settembre 2017 risultano sul territorio comasco 110 imprese in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra il 2009 e il 2017 sono state perse oltre 2mila aziende. È quanto emerge dall’analisi effettuata dalla Camera di Commercio di Como sulla congiuntura economica da luglio a settembre 2017 (su dati Unioncamere Lombardia, Registro Imprese CCIAA e Tribunale di Como). Ecco i dati.

Settore manifatturiero: industria e artigiani. Nel terzo trimestre 2017 Como torna a registrare, rispetto al trimestre precedente, un incremento della produzione industriale (+1,6%). La crescita è stata trainata con decisione dalla meccanica e in misura minore dal legno arredo. Il tessile, purtroppo, continua ad agire da freno.
La produzione manifatturiera artigiana, invece, cresce del +3,1%, superiore sia al dato regionale (+2,3%) sia alla performance delle “cugine“ industriali (+1,6%). Gli imprenditori intervistati prevedono un incremento dei risultati aziendali sul fronte dei mercati esteri. Permangono invece ancora dubbi sulla tenuta del mercato interno e sull’occupazione.

Commercio, servizi e turismo. Sempre nel terzo trimestre dell’anno, rispetto al precedente, anche la dinamica del volume d’affari del commercio provinciale è risultata in crescita (+1,9%). Torna invece negativo il fatturato delle imprese dei servizi, a causa, in particolar modo, delle voci commercio all’ingrosso e servizi alle imprese. Al contrario, risulta in crescita il settore del turismo (+4,1%) che incide positivamente sull’andamento dell’occupazione sempre positivo.

Demografia d’impresa: calano le imprese registrate all’anagrafe. Analizzando invece la situazione relativa alla demografia d’impresa, alla data del 30 settembre 2017 la consistenza delle imprese registrate all’anagrafe camerale di Como è risultata pari a 47.869 unità: il valore minimo degli ultimi 14 anni alla medesima data (‐110 attività rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Analogo l’andamento del sottoinsieme delle imprese attive che, con 42.668 unità, ha toccato il minimo storico della serie storica considerata, perdendo 153 unità rispetto all’anno precedente.
Il dato trimestrale delle iscrizioni al Registro delle Imprese, pari a 476 unità, è rimasto invariato rispetto all’anno precedente (pur essendo tra i più bassi degli ultimi anni nell’analogo periodo, non è il peggiore: il valore minimo è stato registrato nel 2015). Sono aumentate però le cancellazioni, passando dalle 417 del terzo trimestre 2016 alle 472 del 2017.
I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel terzo trimestre del 2017 sono stati complessivamente 42, in linea con i 43 dello stesso periodo del 2016.

Dal 2009 perse oltre 2mila aziende. Prendendo a riferimento il 2009, primo anno dall’inizio della crisi economica globale, la variazione percentuale delle imprese attive al terzo trimestre è stata importante: ‐4,9%, equivalente a una perdita di 2.215 aziende (mentre la media regionale si ferma a ‐0,9%).

Demografia delle imprese artigiane. Per quanto riguarda le aziende artigiane, al 30 settembre 2017 ne risultano registrate 15.705 di cui 15.639 attive, in calo rispettivamente di 192 unità e 203 unità rispetto all’anno precedente (‐1,2% e – 1,3%), toccando così il nuovo punto minimo nella serie storica dal 2004 per il periodo considerato. Tra il 2009 e il 2017 in provincia di Como sono state perse 2.082 imprese artigiane. Di fatto sono artigiane la quasi totalità delle già citate 2.215 unità perse dal totale delle imprese comasche.

Demografia del turismo e altri settori. Dal 2009, però, si è manifestata in modo più evidente la vocazione turistica della provincia di Como. Contrariamente a quanto si è verificato negli altri settori, il comparto dei servizi legati all’accoglienza ha registrato un incremento del +9,5% (+285 imprese).
Tra i pochi altri ambiti che negli ultimi anni sono risultati in espansione si segnala il settore del “noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese” con +32,6% (+438 unità), le “attività finanziarie e assicurative” con un +11,5% (+119 unità negli ultimi otto anni), la “sanità, assistenza sociale ed istruzione” con +47,1% (+137 unità). Questi incrementi, tuttavia, non bastano certo a compensare il calo nei settori più tradizionali. Sono infatti molti i settori che hanno registrato una flessione di lungo periodo: dalle attività commerciali (‐3,4%) alle costruzioni (‐17,2%); e dal manifatturiero (‐15,6%) alle attività immobiliari (‐2,2%). L’agricoltura perde il –8,0%.

 

 

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