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Pubblicato il 08 agosto 2017, alle 12:53

Il Museo Civico di Musso: un piccolo scrigno di grandi storie

Aperto da questa primavera, sta per completare il proprio allestimento.


Museo Musso ed 1

Una sala del Museo Civico di Musso (Foto Denti)

MUSSO – La storia secolare dell’estrazione di un marmo richiestissimo, le alterne vicende di un castello inespugnabile arroccato a guardia del Lario e dimora di un antico signore che spadroneggiava grazie all’appoggio di briganti e banditi, le monete che venivano coniate in paese sotto la dominazione di un politico militare che fondò la sua zecca, i bachi da seta allevati nelle case e i loro preziosi bozzoli lavorati nelle numerose filande della zona, i ricordi di una storica trave che fermò una colonna militare straniera con un dittatore in fuga: racconti che convergono in un piccolo paese del Lario che cerca ora di ricomporre, attraverso l’allestimento di un articolato museo, le sue incredibili e infinite storie: Musso.

Museo civico. Lo spazio interno è stato suddiviso per argomenti, grazie al lavoro e alla generosità di volontari del paese e dell’associazione nata per allestire e gestire la struttura. Struttura realizzata, grazie anche a contributi europei con i quali era stata completamente ristrutturata un’antica fabbrica di astucci per occhiali del celebre marchio Salice Occhiali di Gravedona ed Uniti, realizzata, dicevamo, per ospitare un “Museo dei fatti storici del ’45” e raccontare l’episodio, che vide Musso protagonista, della cattura del Duce, il 27 aprile di quell’anno, durante il suo tentativo di fuga dall’Italia. Nell’allestimento attuale a tali fatti verrà dedicato il piano soppalcato, ancora non allestito e in attesa di ricevere parte degli oggetti appartenenti ad una collezione privata conservata in zona. L’argomento, però, sarà soltanto uno dei tanti racconti che il nuovo museo si ripromette di conservare. La nuova denominazione della struttura è infatti: “Museo Civico Storico Comunale”, e con tale titolo è stata per la prima volta presentata al pubblico, anche se non ancora ufficialmente inaugurata, nel maggio scorso, all’inizio della presente stagione stiva.

Museo e territorio. Al momento il patrimonio del museo è formato da una notevole varietà di oggetti, ciascuno appartenente a diversi ambiti storici e culturali, con materiale documentario e fotografico a corredo.
«Siamo solo all’inizio – dice il sindaco di Musso, Marco Pozzi –, ma ringrazio i miei concittadini per quanto fatto finora, perché tutto è stato possibile grazie alle donazioni di famiglie del paese e al lavoro di volontari, appassionati e delle associazioni, in particolare “Musso passato e futuro”, la Pro Loco Medicea e gli Amici del Castello, per ridare valore ad un patrimonio ricchissimo di cui siamo eredi e, quindi, custodi».
Il museo vive infatti in simbiosi con il paese e il suo territorio: ne racconta le storie e invita a passeggiate alla scoperta delle antiche testimonianze tuttora presenti nei suoi dintorni, come i resti del castello che fu di Gian Giacomo Trivulzio prima e di Gian Giacomo De’ Medici detto il Medeghino poi, le cui mura, o meglio parti di esse, affiorano qua e là nella vegetazione dei boschi soprastanti l’abitato e che sono state in parte ripulite con grande impegno da volontari e associazioni locali. Oppure alla scoperta delle cave di marmo e dei profondi segni che lasciarono, in secoli di sfruttamento, lungo la montagna; marmo molto apprezzato che venne scelto anche per la costruzione del Duomo di Como.

Ricchezza di argomenti. «Per far apprezzare appieno ai visitatori l’importanza delle storie che segnarono il nostro territorio – racconta ancora il sindaco -, il giorno della prima presentazione dell’allestimento, non ancora completato, abbiamo abbinato la visita al museo con un percorso nel Giardino del Merlo, tra Musso e Dongo, all’interno del quale si trovano alcuni resti del castello e si passa attraverso a un’area di cava. Con il Comune di Dongo, poi, stiamo valutando delle soluzioni che mettano in collegamento il nostro museo con il Museo della Fine della Guerra».
Progetti e idee non mancano, argomenti nemmeno. Musso è un piccolo scrigno di grandi storie che vuole ora provare a raccontare. Il museo non ne esaurisce certo la quantità e lo spessore, tanti altri capitoli attendono di essere scritti, dall’epopea migratoria celebrata di recente dall’artista tedesco Ralf Witthaus e la sua opera di land art disegnata sui pascoli a monte, alle tradizioni popolari e le bellezze naturali e paesaggistiche, ma di certo l’esposizione inizia a dare l’idea al visitatore di una ricchezza di storie e di saperi davvero degna di essere custodita, solleticando la curiosità di esplorare i dintorni sulle tracce di un passato che lentamente riaffiora, tra antichi ruderi, duro lavoro, ricerche storiche e tanta passione.
Il museo è aperto: lunedì, mercoledì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00; il martedì e il venerdì dalle 17.00 alle 19.00 e il giovedì dalle 20.30 alle 22.30 (ingresso libero).

Elisa Denti

 

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1 Commenti per questo articolo

  1. ANTONIO BALBIANI scrive:

    Complimenti vivissimi al Sindaco e a tutti i collaboratori; un museo che nasce è un pezzo di storia che vive.
    già Conservatore dei Musei Civici di Lecco e del Sistema Museale della Val Sassina

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