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Pubblicato il 02 agosto 2017, alle 16:28

Boom di turisti sul Lario: agriturismi in overbooking

Le testimonianze da Gravedona ed Uniti, Alta Valle Intelvi e Colico.


Lago Como ed

Il Lago di Como (Foto Denti)

COMO-LECCO – Ancora 100 posti letto e poi sarà overbooking per gli agriturismi lariani che si preparano al tour de force nelle due settimane centrali di agosto, in cui già si registrano più di 1.200 prenotazioni. È quanto rileva Coldiretti Como-Lecco in occasione di un indagine sulle vacanze di ferragosto, che vedono nel nostro territorio un vero e proprio boom di turisti. Stessa musica per alberghi, bed & breakfast, case vacanze e campeggi che, tra Como e Lecco, secondo quanto riportato sui portali di Priceline Group, sono già prenotati per oltre il 90% dei posti.

Crescita continua. «Il nostro comparto agrituristico — spiega il presidente della Coldiretti lariana, Fortunato Trezzi — cresce continuamente, e sempre più si colloca di diritto nelle preferenze dei vacanzieri, grazie ad un’offerta di alloggio capace di integrare le più differenti richieste della clientela».
Tra le motivazioni del boom di quest’anno non manca, sottolinea la Coldiretti, la spinta alla ricerca di tranquillità per le paure dopo i recenti episodi internazionali che condiziona la scelta delle vacanze di quasi quattro italiani su dieci (38%) che hanno scelto di mettersi in viaggio secondo Coldiretti/Ixe’ ma anche molti turisti internazionali che hanno preferito l’Italia ad altre mete considerate meno sicure.

A Gravedona ed Uniti. «Quest’anno c’è stata una vera e propria esplosione di arrivi — racconta Marco Ciappa, titolare dell’agriturismo La Sorgente di Borgo di Brenzio, frazione di Gravedona ed Uniti —. Il 95% dei miei clienti sono stranieri, in particolare del nord Europa, e vengono da paesi come Belgio, Olanda, Francia, Danimarca. Ultimamente sono arrivati turisti addirittura dalla Nuova Zelanda».

A Como. Le strutture agrituristiche, continua la Coldiretti, nelle province di Como e Lecco sono 212 e fanno segnare, in gran parte dei casi, il tutto esaurito, grazie a un’offerta capace di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo, ma che hanno anche qualificato notevolmente la propria tradizionale offerta di alloggio e ristorazione con servizi innovativi per sportivi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi artistici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness.

In Valle Intelvi ea Colico. «Posizionato in valle d’Intelvi, oltre i 1000 metri di quota, il nostro agriturismo — raccontano Federico e Paola Caprani, proprietari dell’agriturismo Bavè di Pellio Intelvi, in Alta Valle Intelvi — è molto apprezzato per la sua vista spettacolare sul lago di Lugano e Porlezza. La presenza straniera, nella nostra struttura, è dell’80%: i turisti arrivano in particolar modo dalla Germania».
A fargli eco, Alfredo e Ileana Acquistapace, titolari dell’agriturismo Al Molin di Colico (LC): «Nella nostra struttura la presenza di stranieri è stimabile attorno al 60%: i paesi di provenienza sono l’Olanda, il Belgio, la Germania e ultimamente anche America. L’agriturismo è in una casa storica del paese, e conserva una vecchia bottega e un mulino del primo ’900».
In Italia — conclude  Coldiretti —salgono ad oltre 7 milioni i pernottamenti previsti in agriturismo nell’estate 2017, con un aumento stimato pari al 8% rispetto allo scorso anno, con lo storico sorpasso degli ospiti stranieri rispetto a quelli italiani.

 

 

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6 Commenti per questo articolo

  1. Francesco scrive:

    Qui si fanno sempre i salti di gioia quando arrivano i turisti e non si vuol capire che a guadagnare sono sempre i soliti che si fanno i co…ni d’oro: bar, alberghi, lidi, i commercianti dei luoghi di villeggiatura.
    Gli altri, le altre attività minori possono anche chiudere e crepare che ai Comuni, Proloco ed enti turismo sparsi non importa nulla.
    C’è proprio solo capitalismo.

  2. Silvia scrive:

    @Francesco,

    Il turismo e i turisti sono sempre oggetto di sentimenti contrastanti, si amano o si odiano. A volte si amano e si odiano contemporaneamente, per la vivacità che portano e per il vuoto che lasciano passata la stagione.

    Però chi ama le nostre zone è molto spesso attratto dalla semplicità, dalla naturalità, dalle piccole strutture.

    Sono pochi gli alberghi con più di 30 stanze. Il resto dell’ospitalità è dato da piccole strutture (alberghi, b&b, case vacanze, foresterie lombarde, agriturismi, campeggi, rifugi).
    Proprio grazie al fatto che sono piccole strutture, determina che chi incassa sono singole famiglie, con più o meno collaboratori diretti, con più o meno idraulici, elettricisti, imbianchini, giardinieri, muratori, stiratori, lavanderie, sarti, falegnami, insegnanti di lingue, guide turistiche, accompagnatori di media montagna e di cicloturisti, istruttori di vela, meccanici, pescatori, autisti, contadini…. L’ospitalità diffusa crea un indotto di piccoli artigiani.

    Con l’imu e tasi delle seconde case i comuni incassano per servizi che rendono solo per una parte dell’anno, a beneficio dei residenti che hanno tariffe (difficile a crederlo, lo so) più basse

    Con l’uso della navigazione si coprono costi che ne permettono il mantenimento anche in periodi di magra

    Quando parli di “altre attività minori” messe in ginocchio a quale tipologia di attività ti riferisci?
    Parliamone

    Silvia

  3. bruno scrive:

    Ma va Silvia, questa è una tipica spiegazione di chi o lavora nel settore o fa negli enti. Quoto Francecesco.
    Saranno anche solo alberghi famigliari cosa c’entra? Ha riagione quando scrive che guadagnano sempre quelli ed il territorio viene sperperato; metre altre attività chiudono senza che a nessuno importi un bel fico.
    Questa è la realtà!

  4. ajeje scrive:

    State veramente parlando di portare altri turisti??? Con una strada da terzo mondo, case vacanze costruite ovunque e chiuse per 300 giorni l’anno, piscine ovunque e ovviamente carenza d’acqua quando non piove, fuochi d’artificio un giorno si e uno no per tutta estate, prezzi assurdi ormai ovunque visto che i turisti è facile fregarli. Leggetevi le notizie che arrivano da Barcellona ultimamente…quello è il futuro del turismo sul lago se si continua di questo passo…buona fortuna!

  5. Francesco scrive:

    Io non sto parlando di portare altri turisti. Sto solo dicendo che con quelli attuali lavorano solo sempre quelli.

    x Francesca (in effetti Bruno ha centrato l’argomento) …io aggiungo ulteriormente che sono baggianate quelle dell’indotto… e se vogliamo dirla fino in fondo … sempre quell’indotto (allora) .

  6. giorgio scrive:

    Non può esistere solo il turismo in un area come la nostra: lo sviluppo sano deve essere aiutato ed incrementato nelle aree sostenibili come il turismo, la produzione agricola e lattiera casearia, nelle costruzioni ma orientate al recupero (e c’è ne tanto …..), nella cantieristica. Incrementare solo case nuove, solo spazi commerciali, solo sagre di paese ….. non porta lontano.
    Le istituzioni, pur con pochi soldi, potrebbero fare molto meglio, fare più squadra, andare all’estero e studiare modelli più sani e di successo, promuovere opera pubbliche fatte a regola d’arte e non per pochi (amici magari). Anche gli imprenditori dovrebbe fare più squadra, non pensare troppo e solo a ricavi immediati: senza investimenti non si va oltre 1 generazione ……

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