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Pubblicato il 31 luglio 2017, alle 12:07

La collana a sfalcio sui monti di Musso: messaggio di speranza tra passato e futuro

L’opera dell’artista tedesco Ralf Witthaus che disegna il paesaggio lariano.


Musso cerchi arte 3 ed

L’artista presenta l’opera (Foto Denti)

MUSSO – «Quella che voglio raccontare è una storia d’amore e di una promessa di futuro e di fortuna», così l’artista tedesco Ralf Witthaus ha presentato  la propria opera di land art alla piccola folla che sabato – 29 luglio – ha assistito, sui monti di Musso, all’inaugurazione di “Il tesoro smarrito”. Una grande collana, lunga 600 metri, impressa a sfalcio sull’erba dei pascoli lariani, per ricordare una storia di lontananza, duro lavoro e speranza, condivisa da gran parte degli abitanti dell’alto lago nei tempi passati.

L’inaugurazione. All’evento inaugurativo, svoltosi in località S. Bernardo, hanno partecipato alcune decine di persone che hanno raggiunto la chiesetta dedicata al Santo chi avvalendosi del servizio navetta in jeep, organizzato dal comune con la collaborazione della Protezione Civile, chi sfruttando invece l’occasione di un trasferimento in elicottero con sorvolo dell’opera dall’alto.
«Da tempo cercavo un luogo speciale dove poter creare qualcosa di nuovo – ha raccontato l’artista -. Poi, qualche mese fa, sono stato invitato a visitare questi luoghi e ad ascoltare alcune delle loro storie, e ne sono rimasto affascinato. Quando sono stato accompagnato qui, a questa chiesetta affacciata sul lago, mi si è allargato il cuore e ho pensato: ‘Questo è il posto più bello del mondo’».

Collane d’erba e di corallo. Un pascolo montano  a poco più di mille metri di quota, erba verde che ricopre dolci rilievi a sbalzo sul Lario, la vista che spazia verso le montagne della sponda opposta e gli ampi spazi del Pian di Spagna, mentre alle spalle si estende generosa la Valle Albano. La piccola chiesetta è lì, sul limitare di una sella attraversata dal sentiero che, inerpicandosi lungo erte pendici, conduce alla vetta del Monte Bregagno. Su questo balcone che separa e congiunge il lago e le vallate montane alle sue spalle, una lunga teoria di cerchi collegati uno all’altro si stende sinuosa sui rilievi accompagnandone le forme. Una collana, una via che conduce in qualche posto o in qualche tempo, passato o futuro, a piacimento.
«Una collana che vuole ricordare quelle, di corallo, che i giovani di queste terre che, a partire dal ‘600, migravano in Sicilia, in particolare a Palermo, per cercare lavoro e fortuna, donavano alle loro donne come promessa di ritorno e di un futuro migliore insieme. Un pegno d’amore verso di loro e verso questa terra in cui speravano di ritornare portandovi ricchezza», ha spiegato l’artista.

La collana e i suoi significati. «Questo luogo – ha continuato Ralph –, è stato segnato anche da un altro tipo di migrazione: quella degli alpigiani che in primavera portavano gli animali sui pascoli d’alta quota per poi restarvi fino all’autunno, quando ridiscendevano in paese carichi dei prodotti del loro duro lavoro. Tra i cerchi della collana che ho disegnato ve ne sono alcuni più grandi, dedicati ciascuno a un soggetto diverso: il primo all’Alto Lario e al suo splendido paesaggio; poi all’identità di questi luoghi; alle regole e alle leggi della natura che scandivano il lavoro dell’uomo in modo sostenibile; agli animali, da sempre fedeli compagni; poi ancora alla città di Palermo, simbolo allora di fortuna, occasione di futuro e speranza; infine ai fenomeni migratori, tema di scottante attualità oggi, ma realtà che da sempre, in interminabili corsi e ricorsi storici, accompagna periodicamente le vicende di ogni popolo».
«Questa collana, dunque – ha concluso l’artista -, vuole essere una promessa per chi abita qui, un augurio di fortuna. L’opera sarà visibile per circa due settimane, poi l’erba ricrescerà, cancellandola. Ma queste due settimane potrebbero essere l’occasione per riflettere, ciascuno, sui possibili modi di rivitalizzare questi luoghi, valorizzare i tesori che custodiscono e su come creare nuove possibilità e promesse di futuro».

Ringraziamenti. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Musso, Marco Pozzi, ha espresso sentiti ringraziamenti innanzitutto all’artista e ai suoi collaboratori dell’associazione OverLaps che lo hanno aiutato a realizzare, nelle scorse settimane, con decespugliatori e tosaerba, la grande installazione; poi ai numerosi volontari che si sono messi a disposizione in questi giorni e, infine, a Chiara Donisi, che, oltre ad aver curato l’organizzazione del progetto e degli eventi ad esso correlati, ha reso possibile il proficuo incontro tra Ralph Witthaus e il territorio di Musso.

Elisa Denti

 

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